ARS MAGNA UMBRAE – Lunar Ascension

Gruppo:Ars Magna Umbrae
Titolo:Lunar Ascension
Anno:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Through Thorns And Bones
  2. Daughter of Endless Light
  3. Dying Sun Divination
  4. Lunar Ascension
  5. The Wanderer
  6. Fallen Star’s Light
  7. A Whisper from the Void
  8. Chthonic Torches Of Gnosis
  9. The Feast Of Shades
DURATA:40:06

«Manifestazione delle ctonie forze mortali e portale di suono verso il lato oscuro». Questa la definizione (decisamente poco umile, va detto) che il misterioso K.M. dà del proprio progetto, Ars Magna Umbrae. Il polistrumentista polacco debutta su I, Voidhanger, due anni dopo l’ep Through Lunar Gateways, con il primo album completo, un lavoro che si sposa perfettamente con la linea editoriale dell’etichetta palermitana, ormai sempre più profondamente radicata nell’underground più ostico e ruvido.

Quaranta minuti di black metal dissonante, basato su riff storti e irrequieti, su cui questo polacco senza volto rigetta le proprie parole verso dei del male: un’impostazione cosmica (K.M. cita espressamente Mare Cognitum come una delle sue influenze principali), un contenuto soprannaturale basato su antiche divinità (presumibilmente) greche, una resa che pesca a piene mani dall’operato dei Deathspell Omega e dei loro proseliti, dagli Svartidauði ai Dodecahedron. Ars Magna Umbrae costruisce del vero e proprio disagio sonoro su una base quasi atmosferica, relegata però sempre e comunque in secondo piano dalle storture di chitarra perennemente sul proscenio. Al ragazzo polacco non serve nemmeno andare troppo veloce per raggiungere il proprio risultato: i tempi sono sempre elevati, ma mai furiosi, mai fuori controllo, e la sezione ritmica è relativamente omogenea, poiché spetta sempre alla chitarra il ruolo principale.

Interessante è anche la scelta nei testi di rivolgersi sempre direttamente alla divinità, da cui l’impressione di trovarsi davanti a una vera e propria serie di invocazioni, ciascuna a un’entità diversa, che però non viene mai chiamata per nome. Molte locuzioni, molti pronomi, ma mai un nome proprio, anzi spesso delle contestualizzazioni piuttosto generiche («O divine initiator / Emerge from the ravenous dark / As the daylight withers and dies / Ascend!», sì, ma di chi stiamo parlando?) e così non si può mai sapere chi sia a completare la propria ascensione lunare, chi sia il viandante o ancora di chi sia la luce della stella caduta. In questo episodio specifico, spero vivamente che non si tratti di Lucifero, perché mischiare la tradizione ctonia a quella biblica sarebbe una minchiata colossale. Rimane indubbiamente un discreto fascino per l’occulto, e in questo senso si può ben dire che Lunar Ascension raggiunga il proprio obiettivo.

Il black metal da mal di testa sta diventando una cosa di rilievo, e dopo anni di sbornie atmosferiche DSO, Portal e compagnia sembrano assurgere sempre più a punto di riferimento per le nuove leve rispetto ad Agalloch e Wolves In The Throne Room. Ars Magna Umbrae, per quanto agli esordi e non ancora profondissimo a livello tematico, è parte di questa piccola corrente, ed è assolutamente in grado di dire la propria, affrontando argomenti interessanti in modo interessante.

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