ARTENSION – Machine

ARTENSION – Machine

 
Gruppo: Artension
Titolo:  Machine
Anno: 2000
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Shrapnel Records
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TRACKLIST

  1. Machine
  2. The Way
  3. Madness Calling
  4. Mother Earth
  5. Wings Of War
  6. Evolution In Reverse
  7. Time Goes Slowly By
  8. The Loser Never Wins
  9. I See Through Your Eyes
DURATA: 48:59
 

La band del virtuoso tastierista Vitalij Kuprij è una delle più rappresentative nell'ambito progressive metal, "Machine" è il quarto lavoro di questo gruppo che al tempo vedeva al suo interno agli ancora presenti John West dietro al microfono e il chitarrista Roger Staffelbach la sezione ritmica formata da John Onder e Shane Gaalaas rispettivamente al basso e batteria.

Siamo nel 2000 e tocca loro il duro compito di bissare quanto di buono avevano fatto con il predecessore "Forces Of Nature" e non si smentiscono riuscendo a comporre l'ennesimo disco di valore. Gli Artension sono una di quelle poche realtà che può effettivamente vantarsi di non aver mai sbagliato un'uscita, nessun mezzo disco bensì lavori sempre ben al di sopra della media.

La varietà della proposta insita all’interno di "Machine" è grande, vi sono aperture classic heavy, progressive, richiami prettamente settantiani e tratti neoclassical metal. Di brano in brano sembra d'ascoltare sempre una band nuova per i cambi di tempo e le scelte che vengono di lì a poco effettuate, ci si trova così dinanzi composizioni veloci ed aggressive come una "Wings Of War", più evocative ed estremamente cariche di pathos "Mother Earth", di facile presa, dotate di un ritornello accattivante come "The Loser Never Wins" o iperefficaci per tecnica e melodia tipo la conclusiva "I See Through Your Eyes". La vena di Kuprij è un fiume in piena che in ogni brano personalizza e spande atmosfera e con un John West in piena forma qualsiasi vetta vocale può essere fatta propria.

Quali sono le pecche di questo disco? A mio parere nessuna, sono una di quelle realtà, un po' come i Symphony X, con le quali ci si trova non a confrontarsi sulle scelte più o meno sbagliate che possano aver compiuto, bensì su una diatriba infinita che pone il quesito su quale sia il disco che uno ama di più e perché, i ragazzi riescono con il loro operato a mettere in seria difficoltà gli amanti del genere.

"Machine" è l'ennessimo tassello di un puzzle che non può mancare in collezione, se non li conosceste, non vi consiglio con quale iniziare, più che altro fateli vostri al più presto avrete solo da guadagnare dalla loro musica.

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