AS THE SUN – Event Horizon

AS THE SUN – Event Horizon

 
Gruppo: As The Sun
Titolo:  Event Horizon
Anno: 2012
Provenienza:   Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Redshift
  2. Outer Silence
  3. Memories Of Light
  4. Gravity
  5. Surfacing
  6. Observing The End
  7. Bridges
  8. Twin Suns
  9. Deep Field
  10. Eyes Burn
  11. The Blueshift
DURATA: 40:56
 

Il settore discografico delle autoproduzioni è sempre più ricco di uscite che destano interesse: sono notevoli gli sforzi fatti negli ultimi anni dalle band per dare una forma maggiormente professionale — sotto tutti i punti di vista — alle loro uscite e i nostrani As The Sun si uniscono a questa schiera, ormai numerosissima, di gruppi che ha deciso di fare le cose per bene. I veneti, dopo aver pubblicato l'ep "Foundation" nel 2009 e un paio di cambi in formazione (la quale si è ora stabilizzata con Fabio alla voce, Ale e Dario alle chitarre e l'accoppiata formata da Cino e Cesco rispettivamente al basso e alla batteria), hanno dato vita al debutto "Event Horizon".

Lo swedecore — termine che racchiude le influenze di base del suono dei ragazzi di Mestre, in cui è evidente la passione che li lega alle sonorità della scena di Gothenburg e alle pulsioni frementi dell'hardcore — incarna appieno ciò che troverete all'interno dell'album. Avrete quindi a che fare con un impasto denso e accattivante, capace di combinare melodie a profusione, assoli in chiaroscuro e una carica detonante: una proposta moderna ma ben lontana dall'accarezzare l'idea di svendersi al ritornello fottutamente orecchiabile o concedere spazio all'utilizzo di soluzioni da popstar. "The Redshift", il brano posto in apertura, vi chiarirà il concetto evitando mezzi termini.

La modalità duale con la quale vengono sferrati gli assalti contro l'orecchio è interessante, nonché caratteristica che rispecchia l'aspetto concettuale che viene sviluppato nelle liriche. A questo riguardo credo che una citazione sia fondamentale per potersi addentrare nel sentiero emotivo e musicale: light and dark, day and night, life and death, love and hate, time and space, us and you, everything is double, everything is the same. We all are reflections sky itself is a dual perception. Il riferimento è comunque incompleto e vi invito quindi a scoprire quale sia la continuazione di questa breve porzione testuale che troverete sia all'interno del libretto, corredato da una doppia immagine della volta celeste, sia impressa nel digipak una volta aperte le sue ante.

Perché ho fatto tale menzione? Perché se atmosfericamente in più di un'occasione ho percepito una forte connessione con l'esplorazione dell'Io umano a cui i Dark Tranquillity si dedicarono nel periodo che li condusse sino alla creazione dell'ultimo capitolo realmente originale dal titolo "Damage Done" (anche se non sono gli unici grandi che riconoscerete, iniziando da At The Gates e In Flames), l'aver scelto "Event Horizon" quale nome per la raccolta dei pezzi mi fa pensare a una soluzione da viaggio — in questo caso nell'universo — dato che nel 1997 il film "Punto Di Non Ritorno" — a cui presero parte attori quali Sam Neill (chi non lo ricorda in "Jurassic Park"?) e Laurence Fishburne (il Morpheus di "Matrix") — mostra una nave spaziale chiamata proprio in questo modo. Immaginare quindi di combinare le due cose con il fattore emotivo in piena espansione in un luogo sconfinato come il cosmo e tentare di capirci qualcosa è una bella sfida.

Il disco si divincola fra mazzate che si agitano basandosi su tempi medi e blastati imperterriti, fra scatti imperiosamente armoniosi, aree strumentali, vocalizzi graffiati e tanta, tanta adrenalina. I musicisti alternano pause tese ad alleggerire il carico con sferzate di pura rabbia con una facilità disarmante e suggerirvi di tenere in considerazione episodi come "Memories Of Light", "Observing The End" o "Twins Suns" piuttosto che altri sarebbe solo evidenziare una preferenza personale. L'album infatti non ha vuoti o cali di tensione veri e propri, possiede le doti per mantenere il livello d'attenzione costantemente vigile e prova come, oltre a una preparazione e conoscenza del genere approfondita, vi sia anche una prestazione caratteriale degna di nota.

Gli As The Sun possono tranquillamente competere con molte delle formazioni rinomate che inondano il panorama melodico, cosa attendono perciò le etichette per metterli sotto contratto? Probabilmente è ancora una volta la nazionalità che li frega: fossero stati svedesi o finnici li avremmo già ritrovati accompagnati da una casa discografica che conta e supportati da una promozione a spron battuto. Dovremo quindi attendere molto prima che si accorgano di questi veneti? Lasciando da parte la noncuranza degli addetti al settore, coloro che vivono e si nutrono di uscite del genere non manchino l'acquisto di "Event Horizon". Augurando ai ragazzi di migliorare ancora con la loro seconda produzione, li aspettiamo al varco. Buona fortuna!

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