Aset - Astral Rape | Aristocrazia Webzine

ASET – Astral Rape

Gruppo: Aset
Titolo: Astral Rape
Anno: 2023
Provenienza: Francia / Finlandia
Etichetta: Les Acteurs De L’Ombre Productions
Contatti: Facebook  Bandcamp  Instagram
TRACKLIST

  1. A Light in Disguise
  2. Abusive Metempsychosis
  3. A New Man for a New Age
  4. Lord of Illusions
  5. Astral Dominancy
  6. Force Majeure
  7. Serpent Concordat
DURATA: 42:45

Degli Aset si sa tutto, eppure non si sa nulla. Si sa che è un progetto nato nel 2022 dalla collaborazione tra membri di Oranssi Pazuzu e Seth, ma non si sa quali di preciso. Si sa che ci sono anche altri musicisti che orbitano intorno alla band, ma non si sa chi. Si sa anche di cosa parli Astral Rape, cioè di antichi riti occulti di origine egizia, ma anche leggendo i testi dell’album i riferimenti non sono particolarmente chiari.

Di certo c’è che Aset è l’antico nome egizio di Iside, divinità femminile della fertilità, della magia e di una serie di altre cose, che l’internet dice potrebbe addirittura essere il retaggio all’origine del culto cristiano della vergine Maria. Di meno certo c’è invece l’astral rape, la violenza sessuale sul piano astrale, che rimanda a tutto un mondo di pratiche occulte e decisamente non per tutti. Un po’ l’intero disco si snoda attorno a queste tematiche di violenza incorporea, figlia di rituali e pratiche non proprio raccomandabili, eppure non dà mai rimandi precisi: non è dato sapere quale sia la metempsicosi violenta (“Abusive Metempsychosis”), né quale sia la luce sotto mentite spoglie (“A Light In Disguise”) — forse Lucifero, che però con l’antico Egitto ci azzecca il giusto.

Al netto di questi indizi sparsi e mai decisivi, rimane però il lavoro svolto dai musicisti, un black metal di chiara matrice islandese, e quindi molto vicino a chi il black metal islandese l’ha inventato prima che in Islanda ci arrivasse, cioè i Deathspell Omega, che però riesce a non suonare troppo derivativo grazie all’indubbia competenza dei personaggi coinvolti, che confezionano un album affascinante e godibile sul piano musicale quanto su quello concettuale. Appunto, nulla di nuovo sotto il sole (o meglio sotto la luna, visto che tra le tante cose Iside era anche spesso considerata dea della luna), ma tutto quanto fatto dagli Aset funziona. Astral Rape convince quando accelera e sprizza violenza, convince quando rallenta e assume toni più declamatori e ritualistici, convince quando le due cose si alternano a ritmi serrati.

Se proprio devo trovare un limite al debutto degli Aset, è quello di essere un po’ troppo facilone circa i suoi contenuti. Benissimo Iside, l’antico Egitto, l’occultismo e i riti magici, ma alla fine i testi dicono davvero pochino e potrebbero essere usciti da qualunque generatore di versi black metal, addirittura “Lord Of Illusions” sembra più un brano che parla di Satana che non di qualcosa di egizio, con tanto di versi del Padre Nostro incorporati. Ancora, l’estetica dell’album, dalla copertina al video di “A Light In Disguise”, passando per le foto interne al booklet, è decisamente criptica: cosa stiamo vedendo? Sono reali foto di repertorio di qualche tipo di pratica occulta oppure puro spettacolo, magari realizzato con Midjourney? Sarebbe stato piacevole seminare anche solo qualche indicazione.

Per tirare le somme, quello degli Aset è un album formalmente ottimo, che però non riesce a stupire fino in fondo. Altrettanto sicuramente, Astral Rape non deluderà i fan delle due band madri, così come i discepoli del black metal dissonante.