ASHRAM – Human And Divine

 
Gruppo: Ashram
Titolo: Human And Divine
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Spirituality
  2. When The Moon Dance
  3. Un Tramonto Infinito
  4. Elevation
  5. Resurrection
  6. Marie's Sad Song
  7. Child's Heartbeat
  8. Shine On Me
  9. Elisewin 1997
  10. Good Night
  11. Air
  12. Marilin
  13. Gather All Your Flowers
DURATA: 41:28
 

Qualcuno disse che la bellezza salverà il mondo: si tratta di una filosofia che ha da sempre accompagnato la cosiddetta scena ethereal folk (nelle sue mille varianti e declinazioni), un approccio che ha fatto da vero e proprio cardine per il trio napoletano degli Ashram. Negli ultimi tempi li abbiamo incrociati un paio di volte dal vivo, come nell'occasione del release party proprio di "Human And Divine" in quel del Caos Teatro di Villaricca (NA).

Tuttavia, il mio rapporto musicale con Luigi Rubino (piano), Edo Notarloberti (violino) e Sergio Panarella (voce e chitarra) iniziò ormai una decina di anni fa, in un momento di grande scoperta della suddetta scena a livello italiano. L'ultimo lavoro ufficiale del trio (il capolavoro "Shining Silver Skies") risale, infatti, al 2006 e da qualche anno le sue esibizioni dal vivo erano diminuite (per fortuna non è stato così per le collaborazioni con altri nomi dell'ambiente, come le Corde Oblique), pur riuscendo comunque a mantenere un solidissimo zoccolo di appassionati, addirittura fino in Cina.

Inutile dire che, quando sono venuto a sapere che i tre stavano mettendo a punto un nuovo album (tramite crowdfunding su Musicraiser), è stato un momento di grandissimo entusiasmo. "Human And Divine" ha conosciuto una lunga gestazione, all'incirca tra il 2011 e il 2016, tra i mille impegni dei membri della band, arrivando finalmente alla pubblicazione a undici anni di distanza dal disco precedente, in un mondo che sembra avere grande bisogno di quel tipo di bellezza che gli Ashram rappresentano.

Il titolo mette subito in evidenza la relazione cruciale nella filosofia del trio, quella tra umano e divino come parti di uno stesso universo, non in contrapposizione, ma capaci di coesistere al nostro interno. La «Spirituality» menzionata nella traccia di apertura non è necessariamente quella dei comandamenti o dei dogmi religiosi, bensì la nostra capacità umana di partecipare al dolore e di creare bellezza con e per gli altri attraverso qualcosa di più alto. Non farò qui una disamina traccia per traccia, anche perché con gli Ashram in particolare non è di grande aiuto, essendo loro principalmente alfieri di un modo di sentire e non di spericolate tecniche musicali.

Anche stavolta, avrete la soave voce di Panarella che fluttua sulle trame create dai delicati tasti scelti da Rubino e dal sempre avvolgente violino di Notarloberti. Segnalo anche la curiosa riproposizione di "Elisewin 1997" (un brano che risale proprio agli esordi del gruppo). Siamo davanti a un disco fondato soprattutto sulla speranza e l'elevazione a un'umanità consapevole del proprio potenziale positivamente divino.

Se vi riconoscete nell'esigenza di recuperare del bello in quello che Calvino definirebbe «l'inferno che abitiamo tutti i giorni», l'ultimo lavoro degli Ashram farà assolutamente al caso vostro. Anzi, probabilmente potrebbe fare per voi addirittura di più in caso non ne sentiste la necessità. I tre hanno già iniziato un tour che li riporterà anche in Cina, vi consiglio decisamente di andare a vederli, se dovessero capitare anche dalle vostre parti.

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