ASTORVOLTAIRES – Katan Nagantù

 
Gruppo: AstorVoltaires
Titolo:  Katan Nagantù
Anno: 2010
Provenienza:   Cile
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST

  1. Máscara
  2. Tiempo De Perder
  3. Crisol
  4. Busco Un Final
  5. Ansiedad
  6. Katan Nagantü
  7. Escamas De Óxido
  8. Fuente
  9. El Momento
  10. Vísperas De Dulces Melodias Cósmicas
DURATA: 52:10
 

Il nome di Juan Escobar agli amanti delle sonorità doom dovrebbe portare alla mente più di un riferimento, l'eclettico musicista è infatti uno dei membri dei Mar De Grises, fa parte del progetto Aura Hiemis, è un ex dei Lapsus Dei e porta avanti la sua creatura da solista AstorVoltaires. È di quest'ultima nello specifico che si parla dato che è stato da poco rilasciato sotto la Endless Winter, label che ha supportato anche l'altro suo solo-project, l'album di debutto "Katan Nagantü".

È ancora una sorpresa che ci prepara il buon Juan, niente funeral stavolta, niente paesaggi estremizzati, è il lato più melancolico e post/rock a prendere piede, le tracce suonano sì pesanti e il riffing trasuda la passionalità grigia che fa delle note una buona rappresentazione del doom, la versione è però orientata su uno stile più accessibile e riflessivo inteso come sognante, le sfaccettature leggere e la voce per io più delle volte pulita portano con loro una strana sensazione di luce, fioca ma non arrendevole che tenta di aprire una strada attraversando un reticolato stretto e angusto fatto di tristezza e sconfitte.

Intriganti come gli Amorphis più diluiti e atmosferici, piacevoli ed eteree al pari di alcune soluzioni adottate negli anni da Katatonia e Anathema, le canzoni risultano intime e ben congeniate affrontano gli aspetti di una vita che seppur costellata di avvenimenti spiacevoli può ancora invertire la rotta: si veda ad esempio l'inquietudine di una "Tiempo De Perder", la visione psicotica con cui deve confrontarsi una "Ansiedad" o l'arrendevole calma di "Crisol", del resto sono niente male anche le punte d'epicità che fuoriescono, anche se per un breve momento, in "Busco Un Final" e che basterebbero già per farvi innamorare di questo "Katan Nagantü".

La sezione dedita ad espandere ed empatizzare notevolmente l'approccio è fornita dalle movenze offerte dal riffing tendente a richiamare le band post/rock e quella capacità del genere d'incanalare un flusso emotivo forte tenendolo sospeso all'interno di forme sonore che fanno della limpidezza viaggiante un'arma da tener pronta e sfoderare in qualsiasi momento. È in questi attimi che il supporto delle tastiere e delle linee di basso vivide ne acuisce la sostanza, si veda "Fuente", così come nelle canzoni in cui l'aria diventa più tesa e pressante quali "Escamas De Óxido" e la poco prima citata, Juan riesce a mantenere intatto il percorso fatto di sensazioni che vanno progredendo sino ad arrivare alla propria conclusione con un crescendo che fa di "El Momento" e "Vísperas De Dulces Melodias Cósmicas" l'accoppiata perfetta per porre la parola fine a "Katan Nagantü", un requiem che ne completa il corso.

Disco gradevole e ben prodotto, la strumentazione possiede una più che discreta intellegibilità, in qualche punto la batteria picchia forse troppo al cospetto di basi così legate a una raffigurazione evocativa ma nel complesso è una prestazione da tenere d'occhio, potrà magari non avere un gran riscontro fra chi è amante del doom nel senso stretto del genere, non fatevi incatenare però dalle catalogazioni, "Katan Nagantü" potrebbe sorprendervi. In ogni caso un ascolto per farsi una propria idea concedetevolo, è l'unica soluzione adatta per verificare le reali potenzialità di quest'ennesima opera del'iperattivo Escobar.

 

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