ASTRAL PATH – An Oath To The Void

 
Gruppo: Astral Path
Titolo: An Oath To The Void
Anno: 2016
Provenienza: Canada
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Maroon Sea
  2. An Oath To The Void
  3. Between Appalachia And The Shield
  4. A Virulent Delusion
  5. To Vega… Nebulous Anatomy
DURATA: 40:17
 

Un debutto concettualmente pretenzioso quello dei canadesi Astral Path, i quali vogliono musicare nientemeno che un giuramento al Vuoto; un vuoto che Ana Dujaković e Justin Bourdeau evidentemente conoscono e plasmano con relativa disinvoltura, poiché questo disco mette in tavola delle carte piuttosto interessanti. Da non tralasciare il fatto che "An Oath To The Void" sia uscito tramite la nostrana Avantgarde Music, etichetta che da sempre ha un occhio di riguardo per determinati campi musicali e tematici.

L'album si apre con "Maroon Sea" che introduce l'opera con un Ambient liquido, estremamente dilatato e dai contorni cosmici, il quale ben presto si fonde con una tempesta di riff gelidi e di matrice indiscutibilmente norvegese che fungono da scheletro a un apparato melodico raffinato e di ottima qualità. La commistione stilistica qui presentata va dunque a formare quel tipo di Black Metal atmosferico che — dopo il canonico periodo di discreta diffusione — da una decina d'anni circa a questa parte sembra trovare sempre meno spazio all'interno dei circuiti estremi: dai Drudkh fino ad arrivare a certi Wolves In The Throne Room, gli Astral Path sembrano raggranellare influenze di qua e di là, modellando tuttavia la propria ispirazione fino a raggiungere un risultato invidiabilmente personale.

Il lavoro del duo canadese possiede un equilibrio particolare che a conti fatti sembrerebbe essere esattamente il perno attorno a cui ruota l'intero apparato compositivo: lo scream acido e lancinante tipicamente di scuola statunitense collide con un corpus atmosferico ricreante scenari oniricamente teatrali, nervosi, ossessivi, ma stranamente ariosi nella loro profonda e malinconica ricerca del nulla cosmico. Melodie siderali ("Between Appalachia And The Shield") vanno di pari passo con tratti più classici dal vago retrogusto epico ("A Virulent Delusion"), fino a sfociare nella conclusiva "To Vega… Nebulous Anatomy": un tripudio di freddi e insondabili caleidoscopi alieni che chiudono il nostro viaggio circolare, testimonianza con una potenza immaginifica quasi tangibile, evidente dimostrazione di capacità di altissimo livello.

Esordio davvero con il botto dunque per gli Astral Path, i quali si aggiudicano fin da subito il diritto di risplendere in un firmamento in cui alla resa dei conti non sono rimaste molte stelle ancora luminose. Se dunque avete amato e amate tuttora le proposte summenzionate, fate vostro "An Oath To The Void", perché certamente non vi deluderà.

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