ASTREAS DOMAINS – Via Astralis | Aristocrazia Webzine

ASTREAS DOMAINS – Via Astralis

Informazioni
Gruppo: Astreas Domains
Anno: 2008
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/astreasdomains
Autore: Insanity

Tracklist
1. Intro
2. Darkness Blood
3. Legion
4. Holocaust
5. Dark Entity
6. Blackest Storm (2008)
7. The Shadows Attack
8. Final Ceremony
9. Ad Astrum Per Oscura

DURATA: 39:54

Se da un lato è vero che il Black sinfonico ultimamente ci ha regalato lavori di qualità non indifferente (Carach Angren e Unholy Ritual su tutti), dall’altro la scena è ancora satura di cloni e copie; alcuni di questi non sarebbero neanche così male, se non fosse che l’assenza di personalità li faccia risultare banali e già sentiti. È il caso dei colombiani Astreas Domains, band nata ben quattordici anni fa ma che per varie vicende ha pubblicato un solo full length nel 2008 intitolato “Via Astralis”.
Il nome Dimmu Borgir affiora molto, forse troppo spesso durante l’ascolto del disco, già la seconda “Darkness Blood” ad esempio mi ha fatto venire in mente “Progenies Of The Great Apocalypse” dei norvegesi; In generale le parti di chitarra, così come le sinfonie create dalla tastiera prendono a piene mani dalla band di riferimento, fortunatamente almeno lo scream è diverso da quello stucchevole di Shagrath. Qualche idea interessante qua e là si trova, l’assolo e i passaggi successivi ad esso in “Dark Entity” sono decisamente gradevoli, l’album è senza dubbio ben composto e strutturato, ma ciò non basta a farlo risaltare in mezzo a tutte le uscite del genere. È un vero peccato, brani quali “Blackest Storm” e “Ad Astrum Per Oscura” sono certamente buoni e indicano che le capacità non mancano, c’è da lavorare invece sull’originalità della proposta per non essere considerati solo uno dei tanti tributi. Un altro appunto va fatto alla produzione, in alcuni passaggi il suono è troppo moscio e ciò penalizza il risultato finale; va anche detto che recensire mp3 a 128kbps non è esattamente il massimo a livello di suoni, a questo proposito consiglierei alla band di offrire ai recensori un prodotto confezionato meglio, il rischio è di non essere considerati a causa del modo in cui ci si presenta a prescindere dalla qualità della musica in sè.
Tirando le somme non mi sento di bocciare il disco, chi cerca un sound alla Dimmu Borgir troverà pane per i suoi denti; personalmente tra un “Abrahadabra” e un “Via Astralis” non avrei dubbi e sceglierei il secondo, questo però è solo il debutto e in futuro spero che ci regaleranno qualcosa di più sostanzioso.