ASYLIUM – Global Decomposition

 
Gruppo: Asylium
Titolo:  Global Decomposition
Anno: 2013
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Necrotic Records
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TRACKLIST

  1. Architecture Of Human Desolation
  2. Depraved
  3. Dead And Disfigured
  4. Immolation Of Ancient Worlds
  5. Darkness Portrait
  6. The Ashes Of Left Waste
  7. Prelude To Emptiness
  8. Dying Within
  9. Infernal Chasm
  10. Winds Of Plague
  11. Triumphant Death
DURATA: 41:54
 

Gli svedesi Asylium avevano debuttato nel 2011 con un buon disco intitolato "An Architecture Of Human Desolation", mentre il finire del 2013 li ha visti nuovamente attivi con l'uscita del secondo album "Global Decomposition" che, dalle premesse e da quel poco che avevo potuto ascoltare tramite web, sembrava pronto a mantener fede a quanto di buono proposto in antecedenza. Ero quindi piacevolmente interessato a questa loro nuova fatica discografica. Dopo averla avuta fra le mani prima e ripetutamente all'orecchio poi, mi ha ulteriormente convinto della bontà del quartetto proveniente da Kolswa.

La formazione espone le proprie idee in maniera coerente, continuando a percorrere la strada che aveva dato graditi frutti nel recente passato: ancora una volta abbiamo a che fare con una prestazione massiccia e dal discreto tasso tecnico, in cui la fanno da padrone il dinamismo ritmico, il groove e la capacità di combinare cattiveria e melodia di stampo death-black con pure sfuriate di brutalità. In tal modo gli Asylium riescono a confezionare pezzi di per sé tutt'altro che innovativi, ma efficaci nell'assestare il colpo al momento giusto. L'aspetto dominante in "Global Decomposition" è l'equilibrio: la prova non risente infatti della presenza di particolari alti e bassi, al contrario martella con costanza, prendendosi un meritato riposo esclusivamente nella breve parentesi strumentale "Prelude To Emptiness", nella quale appare il pianoforte suonato dall'ospite Peter Andersson. Dopodiché l'andazzo ritorna violento sino alla conclusione scandita dalle note di "Triumphant Death".

L'album si avvale di una produzione casalinga curata dagli stessi Asylium presso gli Omni Musik Studio e dell'operato di mastering svoltosi nei più noti Necromorbus Studio da parte di Sverker Widgren, mantenendosi ancora a distanza dalle plastificazioni e favorendo quella scia anni Novanta che incarna al meglio le sensazioni sviluppate dai pezzi.

In definitiva: se avete avuto modo di condividere parte del vostro tempo con "An Architecture Of Human Desolation" e ne siete rimasti soddisfatti, non dovreste avere problemi ad apprezzare "Global Decomposition", poiché si tratta di un lavoro che ci fornisce riprova della buona attitudine in possesso degli Asylium, ormai una realtà affidabile che vi consiglio di ascoltare.

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