AT THE SOUNDAWN – Shifting

AT THE SOUNDAWN – Shifting

Informazioni
Gruppo: At The Soundawn
Anno: 2010
Etichetta: Lifeforce Records
Contatti: www.myspace.com/atthesoundawn
Autore: Mourning

Tracklist
1. Mudra In Acceptance And Regret
2. 7th Moon
3. Caofedian
4. Drifting Lights
5. Black Waves
6. Hades
7. Prometeus Bring Us The Fire

DURATA: 45:42

Il mondo del metal è in continua innovazione, se gli apripista trovano vita negli anni Ottanta, pensate all’avanguardismo portato avanti da gente come i Voivod, negli ultimi periodi è stato il post-metal e il progressismo senza freni di formazioni quali: Neurosis, Isis, Cult Of Luna, Burst e Mastodon a dare una ventata alternativa a una scena che si divide fra chi la ama e chi la odi, purtroppo due di questi acts hanno deciso di chiuder bottega, ahimè.
Gli At The Soundawn, band nostrana al secondo album, è in questo mare di proposte legate al moderno approccio che si cimentano, son venuto da poco a contatto con la formazione, non conosco il debutto “Red Square: We Come In Waves” ma ho avuto il piacere reale di ascoltare più volte il nuovo “Shifting”.
L’album è decisamente maturo, multiforme, un concentrato di musica che riesce a coniugare in più situazioni una forte carica emotivo/atmosferica con più generi musicali, l’acustico jazzy, il post/core così come l’alternative rock alternando il candore di un bambino in fasce al pugno di un pugile infogato sul ring.
I brani esaltano questo umore altalenante, i pezzi vengono attraversati in ogni singolo attimo da una forte corrente personale che permette loro di arrivare dritti all’ascoltatore senza i soliti filtri mentali, non c’è bisogno di concentrarsi o star lì con l’orecchio, il feeling se si è predisposti nasce naturalmente crescendo in maniera esponenziale con gli on air.
I dettagli ne elevano ancor più il valore: la presenza invitante del sax in “Caofedian”, i Faith No More che aleggiano su “Mudra In Acceptance And Regret” come una guida, la psichedelia spacey di “7Th Moon”, il relax fornito da una sognante “Drifting Lights” che par esser figlia naturale dei giapponesi Mono.
Con “Black Waves” si è convogliati in un circolo ipnotico, un mulinello che attira l’interesse passando da fasi ambient a sfuriate ampie ma di forte impatto, Maynard Keenan decide di ritagliarsi uno spazio e presenziare a questo lussurioso banchetto non come presenza fisica ma come influenza in “Hades” dove echi di A Perfect Circle si stagliano, lasciando a “Prometheus Bring Us The Fire”, la più lunga del platter, il compito di portare alla fine il lavoro avvalorando per l’ennesima volta lo splendido complesso di soluzioni, dinamismo e capacità messe in mostra sino a quel momento dagli At The Soundawn.
Non c’è che dire se non in positivo di questi ragazzi, riuscire a dar vita a una prestazione che, se non fossimo così ottusi mentalmente in Italia potrebbe girare a ripetizione per radio mantenendo al tempo stesso un profilo alto qualitativamente grazie alla ricerca costante messa in atto, non è da tutti e non è per tutti.
La prova dei singoli è ineccepibile con nota di merito (come se ce ne fosse bisogno in questo caso) per la vocalità del singer capace d’accostarsi al pop senza affondarvi mai dentro e aggredire con rabbia istintiva evitando sbavature o forzature inutili.
La produzione è perfetta, ha elaborato un sound definito e intellegibile realmente fantastico, soprattutto per quanto riguarda il basso che diviene l’arma in più in seno a composizioni che, già dotate di un batterista eclettico e riffmakers ispirati, hanno davvero poco da invidiare ai nomi di grosso calibro.
Non posso far altro che consigliare vivamente l’acquisto di “Shifting” a chi avesse voglia di andare oltre con la mente, la musica non ha confine o steccati che la rinchiudano in comparti, gli At The Soundawn tale concetto l’hanno recepito e messo in pratica in pieno.

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