AT WAR – Infidel

AT WAR – Infidel

 
Gruppo: At War
Titolo:  Infidel
Anno: 2009
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Heavy Artillery Records
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TRACKLIST

  1. Assassins
  2. Semper Fi
  3. Make Your Move
  4. At War
  5. Want You Dead
  6. R.A.F.
  7. Deceit
  8. Vengeful Eyes
  9. Raperchase 
DURATA: 34:18
 

La Heavy Artillery, etichetta americana che ha come mente Mike Andriani, si è accaparrata il ritorno sulla scena degli At War, nome storico dello speed-thrash che dopo due buoni dischi pubblicati negli anni Ottanta quest'anno ha inciso il nuovo "Infidel". Sono trascorsi ventun'anni dalla loro ultima prova, "Retaliatory Strike", la band è rimasta coerente a quelle che erano le direttive sonore che la guidarono a quel tempo basandosi ancora una volta su pure iniezioni di adrenalina.

Un lavoro di nove brani che ha il sapore ed il gusto degli anni Ottanta, aspetto che non stupisce dato il revival ormai in corso da un bel po', ma differenza di molti essi appartengono di diritto a quella scena che troppi odiernamente e malamente stuprano.

Apre le danze "Assassin" un brano semplice e d'impatto tanto per far intendere che i ritmi punteranno a farci sbattacchiare la testa. Le influenze interne alla band fanno sì che il suono sia ricco e ricollegabile a realtà come Venom, D.R.I., Destruction, Anthrax, Celtic Frost, peculiarità che si evidenziano in brani come "At War", una botta ben assestata fornita di un ritornello accattivante, "Want You Dead", venomica e dal tratto heavy scuro, e "R.A.F.", traccia nella quale si fa ben presente l'anima Motörhead tanto da sembrare una versione velocizzata di un loro brano.

Di solito sul finire si tende a mostrare il fianco invece i brani migliori di "Infidel" sono relegati proprio alla fine dando vita all'accoppiata "Vengeful Eyes"-"Raperchase", con quest’ultima dalla struttura più classicamente speed a chiudere i giochi.

In scaletta non si registra la presenza di brani capolavoro, ma il livello qualitativo sopra la media fa si che nei suoi quasi trentacinque minuti di durata sia integralmente piacevole, mettendo in risalto la prestazione vocale di Paul Arnold e la vena solistica di Shawn Helsel, le armi in più di un'uscita dotata per l'occasione di una produzione retrò che ne aumenta il valore.

"Infidel" di sicuro non entrerà negli annali, tuttavia fa piacere vedere che alcuni dei vecchi leoni riescano ancora a ruggire, specialmente quando sin troppi ritorni in scena, ahimè, c'hanno purtroppo regalato dischi al limite della decenza. Genuinità e thrash questo sono gli At War!

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