Atavisma / Void Rot - Split

ATAVISMA / VOID ROT – Split

Gruppo:Atavisma / Void Rot
Titolo:Split
Anno:2020
Provenienza:Francia / U.S.A.
Etichetta:Everlasting Spew Records
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TRACKLIST

  1. Atavisma – Speared Lungs
  2. Atavisma – Mold Upheaval
  3. Atavisma – Dread
  4. Void Rot – Ritual Invocation
  5. Void Rot – Necrotic Deity
  6. Void Rot – Accursed Earth
DURATA:31:24

Questo split tra Atavisma e Void Rot continua il percorso di questi ultimi su Everlasting Spew, che già si era occupata dell’unica precedente pubblicazione del gruppo di Minneapolis, l’EP del 2018 Consumed By Oblivion; gli Atavisma invece arrivano dalla Francia e hanno qualche tacca in più sulla cintura tra demo, split, EP e anche un album, The Chthonic Rituals, uscito un paio d’anni fa su Memento Mori. Entrambi i gruppi si cimentano in un death-doom da cimitero particolarmente ispirato, per cui una pubblicazione condivisa è probabilmente l’idea migliore che i musicisti coinvolti potessero avere dopo un’invocazione demoniaca nelle catacombe vaticane.

Siccome lo split è uscito all’inizio dell’anno, all’avvio dell’esplosione pandemica, Atavisma e Void Rot hanno scelto il distanziamento sociale e le invocazioni demoniache hanno deciso di farle dallo studio di registrazione. Il risultato sono sei tracce, tre a testa, così dense e magmatiche che pare davvero di avere il rituale celebrato accanto, con demoni e demonietti a danzare le loro oscenità davanti a noi. I riff di entrambe le band strisciano in quel death metal formalmente nuovo, ma contenutisticamente vecchio, vecchissimo, quasi primordiale, risalendo tutto il corso che parte dalle uscite Invictus, Sepulchral Voice e Dark Descent (Malthusian, Grave Miasma e Krypts, per dire) e risale fino ai soliti Incantation e tutti i loro discepoli. Atavisma e Void Rot vanno a infilarsi esattamente in quella corrente precisa, non sbandano mai, non provano nemmeno a fare qualcosa di diverso, perché tutto quello che serve per appagare le loro divinità necrotiche e infette è già lì. I primi sono un po’ più legati a funghi, spore e decomposizioni, i secondi virano leggermente più sull’occulto, ma la verità è che questo split è una delle uscite a doppio nome più organiche e coerenti che mi sia mai capitato di sentire in svariati lustri di degenerazioni metallare.

Lo split, nato quasi per gioco tra i due gruppi mentre lavoravano ciascuno al proprio nuovo full length, serve da perfetto antipasto in attesa dei lavori più corposi attualmente in cantiere, per cui ben venga che l’etichetta bresciana si sia prodigata in questa operazione di svuotamento cantine, sarebbe stato un peccato se questi demoni fossero rimasti segregati lì. Meritavano decisamente di vedere la luce e appestare il mondo.

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