ATLANTEAN KODEX – The Golden Bough

 
Gruppo: Atlantean Kodex
Titolo:  The Golden Bough
Anno: 2010
Provenienza:   Germania
Etichetta: Cruz Del Sur Music
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TRACKLIST

  1. Fountain Of Nepenthe
  2. Pilgrim
  3. The White Goddess
  4. Temple Of Katholic Magick
  5. Disciples Of The Iron Crown
  6. Vesperal Hymn
  7. The Atlantean Kodex
  8. A Prophet In The Forest
  9. The Golden Bough
DURATA: 65:25
 

Finalmente dopo split, ep e live album è il momento per i bavaresi Atlantean Kodex di rilasciare l'esordio su lunga distanza dal titolo "The Golden Bough". Giusto il tempo di ammirare la splendida copertina a opera del pittore Arnold Bocklin ed ecco che dopo un minuto introduttivo "Fountain Of Nepenthe" ci porta direttamente in un'altra dimensione: cruda, pulsante, senza artifici o diavolerie virtuali. È il mondo incontaminato dell'epic metal, quel filone musicale legato ora all'heavy più classico, ora al doom e donatoci dagli anni '80.

L'accoppiata iniziale del disco è un monolite roccioso nel quale forza, ardore e solennità sono espressi attraverso ritmiche mai esageratamente veloci in un contesto strumentale coeso che punta unicamente alla riuscita del brano, senza inutile sfoggio di tecnica individuale o di ornamenti impalpabili. Sono necessari così ampi minutaggi per esprimere appieno un pathos che pervade ogni singolo istante, arricchito qua e là da piacevoli iniezioni di melodia che delineano un'atmosfera a tratti anche quasi malinconica o sognante. Melodia che permette inoltre di semplificare l'approccio dell'ascoltatore insieme al cantato pulito, ma interpretato egregiamente e supportato dall'uso di cori ottimamente inseriti. Proseguono su queste coordinate, le migliori che il gruppo abbia da offrire, anche "Temple Of Katholic Magick" e "A Prophet In The Forest", mentre "Disciples Of The Iron Crown" (dal riffing di grande presa) e l'eponima "The Atlantean Kodex" in virtù di una maggiore vivacità, anche ritmica, risulteranno più facilmente assimilabili. Sottotono infine "Vesperal Hymn", la quale non centra il punto totalmente, pur offrendo soluzioni dalle tonalità più intime grazie all'utilizzo di strumenti in acustico.

"The Golden Bough" non è un disco per tutti, in quanto l'epic metal non usa fuochi d'artificio nè specchietti per allodole, rivendica anzi fieramente le proprie caratteristiche distintive: così una produzione non cristallina, una durata imponente (si supera l'ora!) e tracce quasi pachidermiche (niente a che fare col funeral doom comunque!) divengono spesso le basi di un disco che in altri contesti verrebbe censurato, mentre in questo ambito ottiene i giusti riconoscimenti. Lungi da me comunque dichiararlo capolavoro, l'esordio degli Atlantean Kodex è un album solido e che risulterà alquanto gradito ai difensori dell'epic intransigente, proprio per il suo approccio genuino che si fa sempre più fatica a riscontrare nei gruppi moderni.

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