ATREXIAL – Souverain

 
Gruppo: Atrexial
Titolo: Souverain
Anno: 2017
Provenienza: Spagna
Etichetta: Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Enthronement
  2. The Hideous Veil Of Innocence
  3. Under The Scourge Of Lamashtu
  4. Catharsis Through Torment
  5. Unmerciful Imperial Majesty
  6. Illuminatur
  7. The Ominous Silence
  8. Ascension
  9. Shadows Of The Nephilim Throne
  10. Trinity
  11. Souverain
  12. Eternal
DURATA: 55:23
 

Gli Atrexial sono un trio proveniente dalla (in questi giorni tristemente famosa) Catalogna e più precisamente da Barcellona. Nonostante i membri abbiano già esperienze di attività in altri gruppi locali più o meno conosciuti, il nome in esame è nuovo all'interno della scena e con esso i Nostri hanno esordito quest'anno con una prova sulla lunga distanza: opera intitolata "Souverain", patrocinata dalla Godz Ov War Productions e presentata da una copertina raffigurante una qualche entità grottesca e deforme.

"Enthronement" è un'introduzione tenebrosa e colma di un'atmosfera inquietante il cui scopo è in realtà soltanto quello di spianare la strada per l'entrata in scena di una proposta che si identifica subito come una commistione di Black Metal e Death Metal, un connubio ben collaudato e funzionale. Gli spunti stilistici provengono tanto dall'Europa Centrale (Polonia in particolar modo) che dalla Svezia, riconducendo le influenze degli Atrexial a una lista di nomi lunghissima, ma seguendo coordinate immediatamente riconoscibili da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il genere.

La musica ivi contenuta è muscolare e dinamica, oscura e violenta, massiccia come si conviene, senza tuttavia rinunciare mai del tutto al fascino sinistro e maestoso di impianti melodici ben curati. Sulle ali di pezzi sulfurei e compatti sorvoliamo campi di battaglia disseminati di corpi mutilati e creature straziate, laddove carnefici demoniaci spezzano ossa e sacrificano nemici nel nome di qualche potente abominio infernale.

Nell'insieme il disco funziona bene: le tracce sono solide e — nonostante un minutaggio di poco inferiore all'ora — l'album scorre fluido, senza scivolare in una ripetitività eccessiva e senza lasciare spazi vuoti, all'interno dei quali si sarebbe altrimenti irrimediabilmente infiltrato il tedio fisiologico. Ovvio, non vi sto presentando un disco particolarmente estroso, ma la scaletta risulta in ogni caso relativamente varia e coinvolgente.

Non mancano le costruzioni più incalzanti e sfrontate ("Under The Scourge Of Lamashtu", "Shadows Of The Nephilim Throne") né episodi più morbosi ("Unmerciful Imperial Majesty", "The Ominous Silence") nei quali dietro a una cortina di aggressività si cela un'attenzione più marcata nei confronti di atmosfere dal venefico sapore arcaico, oltre che la voglia di trasmettere quel senso di ossessiva e funesta decadenza di cui non si può proprio fare a meno.

Questo debutto è un prodotto che ricalca la traccia di un sentiero ormai battuto in lungo e in largo da un numero incalcolabile di band, cosa che rende "Souverain" un'opera di certo non imprescindibile e non priva di qualche ingenua sbavatura, tuttavia assolutamente godibile, intensa e corposa. Disco consigliato e altamente appetibile per tutti coloro che amano profondamente il Black Metal, il Death Metal e gli ibridi tra i due generi.

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