AUÐN – Auðn

 
Gruppo: Auðn
Titolo: Auðn
Anno: 2014
Ristampa: 2015
Provenienza: Islanda
Etichetta: Metallic Media / Symbol Of Domination Productions / Black Plague Records
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TRACKLIST

  1. Klerkaveldi
  2. Undir Blóðmána
  3. Sífreri
  4. Feigð
  5. Landvættur
  6. Þjáning Heillar Þjóðar
  7. Auðn
  8. Sífreri [live Eistnaflug 2015]
DURATA: 36:29
 

La scena musicale islandese ha un certo fascino: parliamo di una nazione isolata dal resto dell'Europa e con una popolazione tra le più basse dell'intero continente, eppure in grado di offrire artisti di alta qualità. Lo dimostrano l'avanguardia di Björk, il Pop raffinato di Sóley, il Post-Rock di Sigur Rós e Múm e — per avvicinarci a territori a noi più conosciuti — la lunga carriera dei Sólstafir. Oggi ci addentreremo proprio nel lato più estremo di questo Paese, più precisamente nel Black Metal.

Tralasciando per un momento la band sopra citata, qualcuno di voi potrebbe aver già incrociato realtà connazionali a questa e appartenenti allo stesso genere, ed effettivamente io stesso ho scoperto di recente che il panorama nero islandese ha molto da offrire. Gli Auðn sono un nome giovane che ha debuttato nel 2014 con un disco eponimo, ristampato poi negli anni successivi da varie etichette, che già evidenziava le idee molto chiare dei musicisti.

Il Black Metal del quintetto è trainato principalmente dalle due chitarre, in grado di rendersi sempre interessanti grazie a riff melodici e orecchiabili, talvolta spogliandosi delle distorsioni in favore di suoni puliti, allo scopo di donare ai brani un tocco atmosferico; le sensazioni espresse dalle sei corde sono riportate proprio nel nome della band: pura e fredda «desolazione», pienamente rappresentata dalle note fredde e taglienti che ricoprono l'intero album, le quali regalano momenti stellari specialmente quando si lasciano andare in assoli pregni di emozioni. Il cantato in lingua madre, nella forma di uno scream non troppo acuto, non fa che enfatizzare questo aspetto con una prestazione perfettamente adatta al contesto, discretamente intensa e capace di trasmettere quanto appena descritto, raggiungendo il picco in "Þjáning Heillar Þjóðar".

Dal lato delle ritmiche, il disco risulta capace di spaziare tra numerosi blast beat, altrettanti tempi medi e qualche rallentamento qua e là, dimostrando quindi la buona varietà dei musicisti, a proprio agio in ogni situazione; il batterista offre infatti pattern dinamici che trovano un degno compagno nel basso, posto abbastanza in evidenza nel sound complessivo e pertanto con varie opportunità spesso sfruttate di far sentire il proprio contributo, senza limitarsi a seguire le chitarre, come potrete notare fin da "Klerkaveldi", soprattutto nella traccia conclusiva. Notevole infine anche il lavoro in sede di produzione, pulito senza eccedere e adatto a dare risalto ai vari elementi in gioco.

"Auðn" è un album di tutto rispetto, la cui durata scarsa permette addirittura più ascolti ripetuti senza che la noia possa anche solo avvicinarsi; d'altro canto, con le indiscutibili capacità della band è un peccato essersi limitati a meno di quaranta minuti. A maggior ragione dato che un'etichetta come la Season Of Mist ha aperto le proprie porte agli Islandesi, non possiamo fare altro che sperare negli sviluppi futuri; per ora ci limitiamo ad apprezzare ampiamente quanto prodotto.

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