AURA HIEMIS – fiVe

 
Gruppo: Aura Hiemis
Titolo:  fiVe
Anno: 2013
Provenienza: Cile
Etichetta: Endless Winter
Contatti: Sito web  Facebook  Myspace
 
TRACKLIST

  1. De Tenebris
  2. Penta Imperium
  3. Doomentia
  4. In Noctem
  5. My Sweet Desire
DURATA: 42:42
 

Il progetto Aura Hiemis, dietro il quale si cela la mente di Felipe V. (ex chitarrista dei Mar De Grises e attuale cantante dei Timecode), giunge al suo terzo lavoro di natura estesa e al quinto complessivo, considerando le uscite "Maeror Demens (Remixes & Demos)" e lo split "Synthèse Collectif – The Dark Whormholes", che lo vedeva in compagnia degli Ego Depths e degli Sculptor. Il titolo scelto per questa nuova fatica è semplicemente "fiVe".

Se da un punto di vista numerico dovremmo trovarci di fronte a un album originale, e in parte è così, da un altro sembra invece di avere a che fare con una celebrazione riguardante ciò che è stato. Scrutando la scaletta, infatti, è possibile notare la presenza di ben quattro tracce rinverdite, ma provenienti dalla prima creatura partorita da V.: parlo di "Terra Umbrarum – Ruin & Misery" rilasciato nel 2005.

Il passo ritmico mantenuto dall'artista cileno — in questo caso supportato da Eduardo GJ al basso, Eduardo Vidal (anche voce) e Blasphemo Da Morte alle chitarre e dalla cantante Ninfalidae — si poggia su orme note che hanno scavato in profondità, fissando le radici del genere doom gotico e le sonorità evocano nomi quali Paradise Lost, My Dying Bride e i primi Tiamat. Al tempo stesso però vi sono sezioni melodiche più affossanti e una similitudine di approccio con artisti quali Worship e Shape Of Despair nelle aree più grigie e funeree.

La gamma di influenze percettibili all'interno di "fiVe" è ampia e l'utilizzo proposto ha dato modo a V. di aggiornare le canzoni presentate in seconda veste, garantendo loro un'esposizione maggiormente elaborata e affinata sia nell'esporre una pesantezza più incline a velocizzarsi (come avviene nell'accostarsi al territorio death di "Doomentia") che nello sfoderare il lato più elegante della propria aura ("In Noctem"). Ed è in quest'ultimo brano che appare Ninfalidae, la quale si rifugia in una gradevole esecuzione caratterizzata da tonalità pulite, ma bigie, evitando celebrazioni operistiche. Il disco viene poi concluso da "My Sweet Desire", unico pezzo nuovo di pacca e incentrato su atmosfere e soluzioni inclini in maggior misura a favorire l'area funerea nefasta e pressante: un requiem buio che ben svolge il compito del quale è stato investito.

Gli Aura Hiemis sono una delle positive realtà che pullulano nell'underground di un panorama in continua espansione qual è quello doom: una di quelle formazioni a cui ci si può affidare nelle giornate in cui si ha voglia di inserire nello stereo un lavoro che non sia dei soliti paladini, rimanendone comunque soddisfatti. Non posso quindi esimermi dal consigliarvene l'ascolto, ne vale davvero la pena.

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