AUROCH – From Forgotten Worlds

AUROCH – From Forgotten Worlds

Informazioni
Gruppo: Auroch
Titolo: From Forgotten Worlds
Anno: 2012
Provenienza: Canada
Etichetta: Hellthrasher Productions
Contatti: facebook.com/Aurochmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. From Forgotten Worlds
2. Fleshless Ascension (Paths Of Dawn)
3. Slaves To A Flame Undying
4. Dregs Of Sanity
5. Pathogenic Talisman (For Total Temporal Collapse)
6. Terra Akeldama
7. Bloodborne Conspiracy
8. Tundra Moon

DURATA: 35:10

I canadesi Auroch nel 2010 furono una delle scoperte più piacevoli fatte dal sottoscritto, il loro "Stranger Aeons", pur possedendo qualche difetto, era un gran bel disco e come tale continua ancora a girare nel mio lettore. A due anni di distanza da quella prima prova, i ragazzi di Vancouver hanno rilasciato il successore "From Forgotten Worlds", inizialmente in qualità di autoprodotto, poi supportato dalla label Helltrasher Productions.
Sono migliorati, lo dico subito, non voglio girarci intorno, la prestazione strumentale rispetto al debutto è più "centrata", nonostante si avvalga ancora di quella spinta bastarda che li fa deragliare piacevolmente da uno stile all'altro con una certa costanza.
Eliminate le inflessioni più classicamente ricollegabili al thrash Bay Area e le melodie di stampo power, il sound si è avviato verso un indurimento e inscurimento che li ha condotti a dar vita a otto pezzi di death a tinte blackeggianti che lascia spazio ad aperture grindeggianti, tale scelta si sposa decisamente bene con i testi legati a tematiche occulte legate alla letteratura del maestro di Providence H.P. Lovecraft.
Ci sono un paio di nomi che non stenterete a riconoscere in qualità d'influenza stilistica, in primis Morbid Angel, Deicide e Cryptopsy; gli assoli in alcune circostanze ricordano il caos slayeriano confezionato a regola d'arte da Kerry King, non sono però né cloni né semplici artisti devoti a omaggiare coloro che hanno dato contributo seminale per il panorama estremo. Gli Auroch con la parola "caos" si dilettano e divertono in maniera reale, facendola diventare la componente dominante di un "From Forgotten Worlds" la cui scaletta riserva anche vere e proprie perle come "Fleshless Ascension (Paths Of Dawn)", episodio che sembra uscito dalla mente dei Death post prima mutazione, periodo "Spiritual Healing" per intenderci, combinati con i Monstrosity dell'era George Fisher, è quindi ferocemente malvagio; la band di Schuldiner poi si ripresenterà in maniera evidente anche in "Dregs Of Sanity".
La buona vena compositiva del trio canadese non risiede però esclusivamente nelle prove di forza e attitudine ferale, dimostra invece di trovarsi a proprio agio anche nelle partiture atmosferiche. L'ambientazione introduttiva di "Slaves To A Flame Undying" e quella di "Pathogenic Talisman (For Total Temporal Collapse)" incidono positivamente sull'incedere dell'album, spezzando la catena di scorribande rapide e decise che ne segnano il passo, generando un aumento del tasso di oscurità della proposta, che pure nei frangenti più equilibrati ed elementari, come avviene nella martellata che porta il titolo di "Terra Akeldama", riesce a lasciare traccia del proprio passaggio.
Gli ingranaggi all'interno del platter sono ben oliati, strumentalmente c'è poco da recriminare, soltanto qualche lieve incongruenza sonora smorza un po' gli animi nella titletrack e nella conclusiva "Tundra Moon" ma ciò non rappresenta comunque un vero difetto. La produzione, in bilico fra la volontà di proteggere il versante old school del sound e quella di garantire intellegibilità e pulizia maggiormente odierni, si è rivelata adeguata a dar forma alla musica degli Auroch.
Le potenzialità di questa band sono evidenti, con il terzo disco quindi ci si potrebbe attendere un ulteriore scatto in avanti, intanto però coloro che se li fossero persi per strada recuperino "From Forgotten Worlds", il platter vi darà parecchie soddisfazioni.
Adesso basta con le parole, alzate il volume, premete "play" e rallegratevi ascoltando questa bella badilata.

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