AUSTRALASIA – Vertebra | Aristocrazia Webzine

AUSTRALASIA – Vertebra

 
Gruppo: Australasia
Titolo:  Vertebra
Anno: 2013
Provenienza:  Italia
Etichetta: Immortal Frost Productions
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Aorta
  2. Vostok
  3. Zero
  4. Aura
  5. Antenna
  6. Volume
  7. Vertebra
  8. Apnea
  9. Deficit
  10. Cinema
DURATA: 35:04
 

Rieccoci, dopo un anno esatto, a parlare del progetto Australasia: l'avventura di Gian Spalluto approda alla prima uscita sotto Immortal Frost Productions, dopo lo scorso ep d'esordio "Sin4tr4" su Golden Morning Sounds. Rispetto all'anno passato le coordinate e i riferimenti del polistrumentista nostrano non sono variati molto, tanto nella musica quanto nella presentazione. Di nuovo un animale in copertina, dove prima c'era un cavallo, questa volta una gazza ladra a opera dell'artista asiatico Cumix 47, ma rimane costante la presenza della natura.

La scelta di pubblicare un album completo, più corposo, ha permesso una più ampia varietà dei materiali, una più completa espressione artistica delle numerose e variegate radici nascoste di questo ragazzo. Da "Sin4tr4" vengono recuperate "Antenna", con il suo incedere post-rock e il finale in furioso blast-beat di retaggio blackgaze, e "Apnea", le cui incursioni trip-hop favoriscono l'espressività della cantante ospite Mina Carlucci (compagna di Giuseppe Argentiero nei Vostok). Tutto il resto è materiale originale, anche se non nuovo; Gian riesce nell'abile impresa di recuperare canovacci noti e conosciuti infondendovi la propria particolare sensibilità e scongiurando qualunque pericolo di noia da "già sentito". Spruzzate di sintetizzatori qua e là, un riffone bello massiccio ogni tanto ("Vostok"), un lontanissimo ricordo di gelido estremismo sonoro ("Deficit") e qualche altra deviazione trip-hop ("Aura", che pare uscita dalle session di "Black Rainbow" degli Aucan) fanno da contorno alla vera e propria spina dorsale del gruppo: il post-rock di matrice soft-loud. Non è dunque un caso che proprio la traccia che dà il titolo al disco, "Vertebra", l'elemento strutturale fondamentale del corpo umano, sia un brano che — nella sua essenza sintetica in tutti i sensi, tanto musicale quanto concettuale — si basa indiscutibilmente sulla chitarra e sull'arpeggio.

Con tutta questa carne al fuoco, il rischio di perdere la bussola è dietro l'angolo, tuttavia Gian ha le idee chiare e non lascia nulla al caso; il trucco è la composizione breve, asciutta, che non concede spazio alle decompressioni perché cerca l'essenziale. La conclusiva "Cinema", infatti, unica escursione di durata elevata, risente di una certa prolissità, ma non è che un'ombra nel deserto. Seconda prova, secondo centro.