AUTOKRATOR – Autokrator

 
Gruppo: Autokrator
Titolo: Autokrator
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Third Eye Temple
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Act 1 : The Tenth Persecution
  2. Act 2 : Exsuperator
  3. Act 3 : The Filth Pig Of Rome
  4. Act 4 : Autokrator
  5. Act 5 : Qualis Artifex Pereo
  6. Act 6 : Sit Divus, Modo Non Vivus
  7. Act 7 : Imperial Whore
  8. Act 8 : Optimus Princeps
DURATA: 34:03
 

Il progetto francese Autokrator prende forma grazie a una vecchia conoscenza di Aristocrazia, Loïc.F, la mente degli N.K.V.D. L'artista in questione si è imbarcato in questa nuova avventura accompagnato dai due cantanti Brandon L. Polaris e David Bailey, dal batterista Oleg (Licanthropy ed ex di Dagor Dagorath, Númenor e The Konstellation) e dal supporto effettistico di Markian Volkov. Questa formazione ha dato vita all'album d'esordio eponimo.

L'animo, l'intento e le caratteristiche che fanno avanzare il distruttivo e inarrestabile esercito messo in piedi dal Transalpino non si distaccano da quelle chiamate in causa dal nostro Dope Fiend descrivendo la sua band principale. È infatti impossibile non notare come belligeranza, violenza, cinismo marziale e oscurità siano dei veri e propri capisaldi all'interno di una struttura musicale che stavolta accantona il lato black metal del suono per dedicarsi a composizioni semplici, massicce e guerrafondaie. La base è un compatto death-doom metal ciclico che si nutre di intromissioni crust e sul quale di volta in volta vengono innestate sonorità drone, industriali e marziali. Questa commistione di suoni ottiene il risultato di annichilire l'ascoltatore, costringendolo a prendere parte al conflitto in corso in tracce come "Autokrator" e "Optimus Princeps", a subire l'intensità della corpulenta "Exsuperator" e a rimanere schiacciato sotto il peso della massa grigia prodotta dalla devastante "Qualis Artifix Pereo".

Il mondo è allo sbando, le macerie continuano ad aumentare e l'uomo non ha la più pallida idea di quale sia la strada da imboccare per cambiarne le sorti. La via rimasta è una e una sola: radere al suolo per ripartire da uno stato di zero assoluto. L'atmosfera asfissiante e polverosa, così come l'incedere militaresco e incorruttibile dei brani, pare guardi di buon occhio a tale radicale soluzione. Il tema in sé non è di certo originale, ma sia musicalmente che intellettualmente la proposta degli Autokrator mantiene qualità e mentalità pari a quelle degli N.K.V.D., dandoci modo di inserire nel lettore — o eventualmente anche sul piatto, grazie alla versione in vinile rilasciata dalla Iron Bonehead Productions — un estremo scontro di trincea, uno di quelli che difficilmente potrete terminare nel breve periodo.

Facebook Comments