AUTOKRATOR – Hammer Of The Heretics

 
Gruppo: Autokrator
Titolo: Hammer Of The Heretics
Anno: 2018
Provenienza: Francia
Etichetta: Krucyator Productions
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TRACKLIST

  1. Against Flesh And Blood
  2. Le Sang Impur
  3. Interlude
  4. Hammer Of The Heretics
  5. Inquisitio-Denunciatio-Exceptio
DURATA: 34:07
 

Gli Autokrator sono cresciuti. Mourning ve ne parlava già in termini positivi ai tempi del debutto eponimo, ma la verità è che solo tre anni fa la formazione francese non è che avesse proprio benissimo idea di cose stesse facendo e dove stesse andando. Faceva un gran casino, infilava delle chitarrone death, dei ringhi bestiali e dei campionamenti drone, cercando di suonare un po' come i Portal, tuttavia non ne aveva neanche un decimo delle capacità tecniche. Man mano che il tempo passava e acquistava sicurezza e consapevolezza, però, la band capitanata dall'uomo dietro gli NKVD, Loïc.F, metteva fieno in cascina.

Oggi, arrivata al terzo album in quattro anni, ha compiuto un netto passo in avanti: le velleità drone sono molte meno, anche se il suono rimane estremamente pulito e vagamente smaltato, e a farla da padrone su "Hammer Of The Heretics" è il death metal cavernoso e cavernicolo di scuola Incantation. Figli di tutta la scena revivalista anglo-canadese (i soliti Cruciamentum, Mitochondrion, Antediluvian, Gianni & Pinotto, ormai ho perso il conto delle volte che ho fatto questo elenco), gli Autokrator la rivestono di modernità, andando a lucidarne e levigarne gli abissi. Si sente, insomma, che il chitarrista e compositore arriva da un retroterra industrialoide, e i richiami ai deliri degli Havoc Unit in fase di produzione sono molto evidenti.

Il risultato finale è un disco molto particolare: i riff sono ottimi e il male che pervade questa mezz'ora di musica si taglia a fette, così come i gorgoglii disumani del cantante DB farebbero schifo anche al più abietto degli uomini. Rimane però un non so che di strano, un'onnipresente sfumatura di pulizia che non dovrebbe esserci. Una parvenza sintetica e, di nuovo, quasi industriale; non proprio drone come la definiscono loro, però qualcosa di altro rispetto al death metal c'è, decisamente. Straniante, sì, ma anche e proprio per questo tratto distintivo della formazione parigina, che imbriglia un disagio formato famiglia in un pulitissimo recinto di schifo.

Quella sensazione di fondo che ci sia un che di non troppo giusto, che quei suoni forse non si sposino proprio alla perfezione, è esattamente la cosa attraverso cui "Hammer Of The Heretics" riesce a ritagliarsi una propria personalità.

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