Autokrator - Persecution | Aristocrazia Webzine

AUTOKRATOR – Persecution

Gruppo: Autokrator
Titolo: Persecution
Anno: 2021
Provenienza: Francia
Etichetta: Krucyator Productions
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TRACKLIST

  1.  De Gloria Martyrum Et Confessorum
  2. The Great Persecution
  3. DCLXVI
  4. Antechristus
  5. Caesar Nerva Traianus
  6. Apocalypsis
DURATA: 34:07

Continua il lavoro di crescita e affinamento di casa Autokrator. Loic Fontaine e David Bailey rinnovano il proprio sodalizio che corre tra Montpellier e Williamsburg (Virginia), e danno un seguito a Hammer Of The Heretics, che nel 2018 aveva regalato discrete soddisfazioni. Come nel 2018, anche su Persecution la batteria è affidata a Kévin Paradis, che oltre al suo ruolo fisso coi Benighted è ormai uno dei turnisti più richiesti degli ultimi anni (solo per citare alcune band con cui ha collaborato: Ripped To Shreds, Serocs e Sutrah), mentre tutto il lavoro è stato scritto, prodotto e mixato da Fontaine all’interno del suo Krucyator studio, oltre che edito dalla sua stessa etichetta, Krucyator.

Dopo quasi dieci anni di attività, gli inizi fortemente legati alle sonorità industrial sono per gli Autokrator poco più di un lontano ricordo, su cui la band indulge giusto nella conclusiva “Apocalypsis” e nei suoi cinque minuti di spoken word martial industrial. Tutto il resto di Persecution è un rullo compressore death metal grosso come un palazzo di trenta piani che ti passa sopra ancora e ancora e ancora, che ricorda per certi versi la teatralità dei Behemoth di Evangelion, per altri la densità degli Hate Eternal più recenti, quelli di Upon Desolate Sands.

Rispetto al più recente passato, in cui gli Autokrator sparavano a zero in un regime di caos incontrollato e incontrollabile, Persecution risulta più definito, più focalizzato e più consapevole. Non manca certo la violenza, anzi, ma è come se Fontaine avesse imparato a canalizzarla al meglio, a gestirla a proprio uso e consumo, e l’album beneficia moltissimo di questa padronanza di mezzi.

Fin dai tempi degli N.K.V.D. Fontaine ha sempre nutrito una forte fascinazione per l’oppressione, il totalitarismo e la ciclicità della storia, e nemmeno Persecution fa eccezione. All’interno dell’album gli Autokrator danno una lettura molto particolare di un tema quanto mai abusato nel mondo del metal estremo: la persecuzione cristiana, in particolare, in epoca romana. Eppure, la novità in questo senso è che la band rilegge il tutto dal punto di vista dei cristiani, e quindi delle vittime, raccontando le atrocità perpetrate dalla Roma imperiale ai danni della (allora) minoranza. Un tema sicuramente inusuale in un ambiente che solitamente gioisce del sangue cristiano versato, e che quindi merita, oltre a un ascolto, un approfondimento.