Autopsy - Morbidity Triumphant | Aristocrazia Webzine

AUTOPSY – Morbidity Triumphant

Gruppo: Autopsy
Titolo: Morbidity Triumphant
Anno: 2022
Provenienza: U.S.A
Etichetta: Peaceville Records
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TRACKLIST

  1. Stab The Brain
  2. Final Frost
  3. The Voracious One
  4. Born In Blood
  5. Flesh Strewn Temple
  6. Tapestry Of Scars
  7. Knife Slice, Axe Chop
  8. Skin By Skin
  9. Maggots In The Mirror
  10. Slaughterer Of Souls
  11. Your Eyes Will Turn To Dust
DURATA: 41:21

Sono passati oramai quasi dieci anni dal loro ultimo disco, Tourniquets, Hacksaws And Graves del 2014, e trentacinque dalla loro formazione che risale al lontano 1987, eppure il ritorno degli Autopsy sulla scena porta con sé il solito alito tombale e mefitico, come un sepolcro che viene scoperchiato, ma che conserva il suo oscuro interno immacolato.

Morbidity Triumphant, distribuito dalla fidata Peaceville Records, segna il rientro importante e molto atteso di uno dei gruppi che più ha plasmato il death metal americano già dai suoi albori. La figura di Chris Reifert è oramai iconica, frontman storico degli Autopsy e famoso, tra l’altro, per il suo contributo dietro le pelli in un disco ancor più leggendario quale Scream Bloody Gore dei Death. Da quando c’è il death metal, lui è sempre stato lì e mantiene tutt’ora la sua potenza vocale, oltre che ritmica.

La prima nota di merito va alla copertina di Wes Benscoter (che conosciamo già grazie ai suoi lavori per Slayer, Incantation, Mortician e molti altri), tanto azzeccata da essere stata lei a far trovare a Reifert e compagni il nome per il disco, quando era ancora in fase di gestazione.

Passando al contenuto dell’album, si tratta di tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da un’opera degli Autopsy: death metal vecchia scuola con infiorettature di oscurità doom, formula oramai classica che vede anche in quest’ultima fatica le due componenti unirsi alla perfezione. Una intro come “Stab The Brain” mette subito in chiaro la situazione, penetrando come una lama arrugginita nel nostro lobo frontale e mostrandoci lo stile vocale di Reifert immacolato e devastante. I primi passi nel delirio rivelano anche le altrettanto intonse abilità chitarristiche di Eric Cutler e Danny Coralles, che in tracce quali “Knife Slice Axe Chop”, “The Voracious One” e “Slaughterer Of Souls” riescono ancora a esaltare e fare scuola. Insomma Morbidity Triumphant è un disco death-doom da manuale, che mischia riff e assoli devastanti (“Maggots In The Mirror”) con passaggi di elegante marcescenza (“Final Frost” su tutti).

Ciò che trasuda da tutte le tracce del disco, a parte le indiscusse abilità compositive ed esecutive, è un’attitudine che non mostra segni di cedimento, una dedizione alla violenza musicale che commuove per la sua tenacia. Non c’è una sola traccia che lasci abbassare la guardia all’ascoltatore o che naufraghi in un piatto già sentito. Nessun compromesso e nessun cambio di rotta, la via degli Autopsy rimane quella imboccata nel 1987 e la qualità della loro musica ne ha beneficiato ancora. Non ci si aspettava nulla di diverso dal gruppo e le attese sono state rispettate, visto che il cambiamento e l’evoluzione non sempre sono sinonimo di miglioramento, soprattutto quando si parla di death metal. Gli Autospy lo sanno meglio di molti altri e ne danno prova ancora una volta.