AVA INFERI – Onyx

 
Gruppo: Ava Inferi
Titolo: Onyx
Anno: 2011
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Onyx
  2. The Living End
  3. A Portal
  4. ((Ghostlights))
  5. Majesty
  6. The Heathen Island
  7. By Candlelight & Mirrors
  8. Venice In Fog
DURATA: 50:33
 

Un ascolto preventivo, anche solo tramite Myspace, può salvare la vita dello scribacchino musicale. Ok, non devo esagerare, però molto spesso evita di avere a che fare con vere e proprie ciofeche oppure al contrario permette la scoperta di sorprese (positive) inaspettate. Prendiamo il caso degli Ava Inferi: non masticando l'ambiente gothic, non li avevo mai senti nominare, per di più giungendo dal Portogallo avrei potuto bollarli magari come band di serie B, cloni di gruppi più famosi guidati da dolci fanciulle. Ebbene "Onyx" è un disco che merita di essere ascoltato, non banale, non scontato, tutto l'opposto.

Leggo di Blasphemer, chitarrista dei Mayhem nell'epoca post "De Mysteriis Dom. Sathanas", alla sei corde nonché membro fondatore e immagino allora un approccio perverso e violento di stampo black metal. Nemmeno questa intuizione è corretta! I cinquanta minuti in questione infatti sono fortemente intrisi di doom e di atmosfere per nulla orecchiabili. Il brano d'apertura, nonché traccia che dà il titolo all'album, coi suoi toni magniloquenti e il cantato da soprano non deve trarre in inganno, qui non si vogliono clonare Within Temptation o Nightwish. Già dalla successiva, e tremendamente bella, "The Living End" si assaporeranno sensazioni opprimenti, melodie malinconiche ("Venice In Fog"), chitarre corpose (con l'aggiunta di qualche leggero solismo qua e là), un gradito intreccio di voci, il tutto sempre adagiato su contesti cupi e ritmiche allentate.

Le concessioni al mainstream sono davvero poche (centellinate), anzi qualche scelta più snella avrebbe permesso un contatto più immediato con l'opera e probabilmente un successo maggiore di quello che riceveranno i ragazzi. Due esempi sono "((Ghostlights))" e la lunga "The Heathen Island": la prima massiccia, pesante, con l'aggiunta di un'introduzione minimale; la seconda invece forse si dilunga troppo fra campionamenti di film e sezioni strumentali. Questa è la dimostrazione di quanto gli Ava Inferi siano genuini.

Un plauso va fatto alle scelte in fase di produzione che mostrano un equilibrio ottimale fra tutte le componenti, basso compreso, e a Carmen Susana Simões che emoziona con la sua voce, specialmente nei momenti di canto non lirico, aggiungendo un quid al tutto.

Lungi da me spacciare "Onyx" per capolavoro o disco fondamentale, si tratta però di una prova che merita di essere conosciuta dagli amanti del gothic-doom. Se ha conquistato il sottoscritto, non vedo perchè dovrebbe fallire con gli aficionado.

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