Avtotheism - The Sleeper Awakens | Aristocrazia Webzine

AVTOTHEISM – The Sleeper Awakens

Gruppo: Avtotheism
Titolo: The Sleeper Awakens
Anno: 2021
Provenienza: Italia
Etichetta: Life After Death
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TRACKLIST

  1. The Sleeper Awakens
  2. Altar Of Sempiternal Vortex
  3. Glorification Of Anti-Light
  4. Second Sun Constellation
  5. Entrophia
  6. Hordes
  7. Year 1-9-9-9
  8. Hic Sunt Daemones
  9. Sicut In Caelo, Sicut In Terra
DURATA: 44:18

Ero molto curioso di ascoltare finalmente il debutto degli Avtotheism, The Sleeper Awakens, perché realizzato da alcuni musicisti che bazzicano l’underground da un sacco di tempo. All’interno della band bresciana c’è infatti l’ex batterista storico degli (Echo) Paolo Copeta, che per l’occasione si piazza dietro il microfono (come anche nell’altro progetto death metal che lo coinvolge, gli Undead Medical Division), la batteria è affidata a Nicola De Micheli, ex di Blessed Dead e Riexhumation, mentre il basso è in mano a Lorenzo Tolotti, anche lui negli Undead Medical Division ed ex-Blessed Dead. Ad accompagnarli, il chitarrista R, di cui non si hanno ulteriori dettagli.

Con The Sleeper Awakens gli Avtotheism realizzano un concept album ispirato a Prince Of Darkness (Il Signore Del Male), horror cult di John Carpenter del 1987 in cui succedono un sacco di cose brutte e malvagie e ottima ispirazione per un album death metal. All’interno del lavoro fanno anche capolino veri e propri estratti del film, che fungono da interludi in spoken word su tappeti di riverberi dal retrogusto industrialoide e dark ambient, ma il vero fulcro dell’album è ovviamente legato a riff, blast beat e badilate nelle gengive generalizzate. Il quartetto trova comunque un ottimo equilibrio tra queste due anime, i tre quarti d’ora di musica scorrono in modo molto piacevole, mantenendo sempre viva l’attenzione e mettendo in luce un’ottima perizia tecnica da parte di tutti i musicisti coinvolti.

Tante cose positive da dire sul debutto degli Avtotheism insomma, che per certi versi seguono la lezione di gruppi come Gorguts, Ulcerate e Ad Nauseam (strutture molto varie, competenza strumentistica, grande attenzione alle atmosfere), ma mantengono un’impronta personale e soprattutto non lesinano sulla violenza, optando qua e là per scelte quasi brutal death, soprattutto per quanto riguarda i suoni della batteria. Arrivo così a quello che secondo me è il punto dolente di The Sleeper Awakens: la produzione.

Balza all’occhio come i bresciani abbiano cercato di ottenere un suono che potesse funzionare anche nelle parentesi dark ambient, in cui i riff lasciano spazio, appunto, ad atmosfere graffianti e allucinate, in un perfetto parallelismo con il film di Carpenter. Eppure queste scelte hanno finito con l’imbrigliare gli strumenti, in particolare le chitarre, rendendole bidimensionali, prive di profondità. La produzione così gelida e zanzarosa, che ricorda da vicino il black metal norvegese di primi anni ‘90, è una scelta particolare, che però andava rifinita un po’ meglio.

È apprezzabile il desiderio di trovare una propria cifra stilistica e non voler ricalcare il revival old school che imperversa nel death metal di questi tempi, così come è encomiabile la voglia di cercare una soluzione che non sia il solito sound da caverna putrefatta, ma il risultato ottenuto è riuscito solo in parte. Un songwriting interessante, un concept affascinante e gli ottimi spunti sparsi qua e là fanno di The Sleeper Awakens un lavoro sicuramente da ascoltare, ma una produzione troppo compressa ne mina parzialmente il potenziale. Gli Avtotheism hanno personalità, vedremo come sapranno svilupparla appieno.