AXEL BOMAN – Wake Up

AXEL BOMAN – Wake Up

Informazioni
Gruppo: Axel Boman
Titolo: Wake Up
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Backup Records
Contatti: facebook.com/boman.axel
Autore: Mourning

Tracklist
1. Teenage Idol
2. Hear Me
3. Irish Coast
4. Rock On
5. Fireboogie
6. Close To Me
7. Wake Up
8. The Limey
9. Funkyboy
10. Zazz
11. One Day, We’ll Live Together Again
12. Celtic Tears

DURATA: 54:09

La Backup Records è una neo-nata etichetta dietro la quale si muove la figura di Sylvan Rouviére, personaggio passato sul nostro sito con i suoi Kaktus Project. La sua prima uscita è il lavoro strumentale di Axel Boman intitolato “Wake Up”, nel quale il chitarrista viene supportato al basso da Igor Lallai (compagno d’avventura di Rouviére nei Kaktus Project) e alla batteria da Piwee Desfray degli Heavenly.
Qual è il problema più grosso di questo tipo d’album? Il fatto che rimane incastrato tra una prova tecnica fine a se stessa e la latenza di personalità che di certo non aiuta.
Per quanto concerne il primo punto, Boman facendo sfoggio di buone qualità e apprezzando lo stile Satriani riesce a divincolarsi in maniera alquanto gradevole tra pezzi altamente fruibili e accattivanti come l’opener “Teenage Idol” — non a caso scelto come singolo di presentazione dell’album — sonorità spiccatamente jazzy o dolciastre e da ballata come avviene rispettivamente in “Zazz” e nell’intima “Close To Me”, accendendosi letteralmente nella fiammeggiante “Fireboogie” dove echi del sound di personaggi quali Eddie Van Halen e Michael Schenker potrebbero giungervi all’orecchio.
L’artista ci fa comprendere di avere in mente idee chiare e saperle sfruttare, soprattutto quando decide di puntare sulla semplicità e l’orecchiabilità, quello che in parte lo frega è il secondo punto citato in precedenza.
Le figure di riferimento infatti sono troppo presenti e distinguibili anche nella selezione dei suoni, non che sia un fattore gambizzante e quindi “Wake Up” diventi improvvisamente un disco brutto, anzi contrariamente a quanto si possa pensare il lavoro delle chitarre ha dei tratti talmente rilassanti e riappacificanti che emanano un sentimento spesso positivo, capaci di alleviare le fatica della giornata,
ascoltate ad esempio la titletrack. È però evidente che buona parte della sua vena compositiva possieda referenze altrui e ciò è sicuramente un limite sul quale bisogna lavorare, in un ambito nel quale il “carattere” del musicista deve farla da padrone.
Tirando le somme, è comunque buona la prima per Axel Boman e “Wake Up”, gli sfegatati fruitori di musica strumentale e gli adoratori di Satriani in primis dovrebbero quantomeno concedere un passaggio nel lettore, i pregi del disco li scoprirete e apprezzerete una volta inserito il disco nello stereo.

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