AXEVYPER – Into The Serpent’s Den

 
Gruppo: Axevyper
Titolo: Into The Serpent's Den
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Iron Shield Records
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TRACKLIST

  1. Brothers Of The Black Sword
  2. Metal Tyrant
  3. Soldiers Of The Underground
  4. The Adventurer
  5. Under The Pyramids
  6. Spirit Of The Wild
  7. Solar Warrior
  8. Beyond The Gates Of The Silver Key
DURATA: 45:34
 

Axevyper è un nome segnato sul mio taccuino da parecchio tempo, una formazione italiana che professa da sempre il verbo dell'heavy metal più puro e genuino, insensibile allo scorrere del tempo e al succedersi delle mode. "Into The Serpent's Den" è il loro terzo album, che non mancherà di far scendere una lacrimuccia di gioia ai metallari più nostalgici e amanti dei magici anni '80.

Gli otto pezzi in scaletta mostrano le migliori sfumature in cui può essere declinato l'acciaio in musica, trasudando sempre e comunque passione e orgoglio. Lo speed metal di "Metal Tyrant" graffia con una carica di adrenalina travolgente, "Soldiers Of The Underground" è un vero e proprio inno da cantare insieme, forte di un ritornello di grande presa (uno dei punti forti del disco). L'articolata "The Adventurer" è la riflessione introspettiva dell'eroe, che partendo quasi come una ballata vintage diviene più serrata, mentre "Brothers Of The Black Swords" è un ottimo biglietto da visita iniziale dal gusto Domine. Questi ultimi due brani dimostrano la crescita compositiva della band, ora in grado di creare canzoni più ricercate, restando fedele al proprio credo. Ciò avviene anche nell'oscura e misteriosa "Under The Pyramids" e nell'epica "Beyond The Gates Of The Silver Key", una chiusura dal rimando agli Iron Maiden.

La prova vocale di Luca "Fils" Cicero è sanguigna, naïf alla maniera ottantiana e sale di tonalità con sicurezza. Il basso mai domo di Andrea Tognetti è spesso godurioso, anche in versione solista, mentre il collega di reparto Niccolò Vanni (già al lavoro come batterista dei Profanal) si giostra bene fra dinamismo e potenza. Non posso dimenticare infine le chitarre sempre ispirate e coinvolgenti di Damiano Michetti e Guido Tiberi, assoli compresi. Tutti e cinque i componenti interagiscono in maniera perfetta, equilibrati e compatti, creando quel valore aggiunto tipico delle formazioni affiatate e ispirate.

"Into The Serpent's Den" è un'opera più matura, ricca e professionale rispetto a quanto proposto in passato dagli Axevyper, che suona vintage tuttavia mai anacronistica, come si evince anche dal suono autentico ottenuto dai Reload Studios. A mio parere ci sono ancora margini di crescita, intanto però mi godo questi ottimi otto pezzi melodici, inossidabili e fieri.

«Heavy metal lives forever»

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