AYAHUASCA DARK TRIP – Mind Journey

 
Gruppo: Ayahuasca Dark Trip
Titolo:  Mind Journey
Anno: 2011
Provenienza: Perù / Brasile / Paesi Bassi
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Astral Sunset
  2. Mind Journey
  3. To The Holy Mountain
  4. Space Raga
DURATA: 43:18
 

Gli Ayahuasca Dark Trip sono un trio di recentissima formazione composto dal nederlandese Buddy Van Nieuwenhoven (basso), dal brasiliano Pedro Ivo Araujo (batteria e voce) e dal peruviano Brayan Buckt (chitarra). "Mind Journey", l'EP qui trattato, è il loro debutto assoluto che è stato seguito pochi mesi dopo dal primo full "The Unknown Trip At The Top Of The Mountain". Prima di presentare il contenuto musicale vero e proprio però, ritengo indispensabile fornire una piccola nota informativa: la ayahuasca è un estratto vegetale ricavato da una liana. Il principio attivo di tale preparato è l'alcaloide allucinogeno DMT e viene utilizzato dai popoli andini e dai relativi sciamani per officiare riti mistici. Dopo questa premessa, con tutta probabilità, vi sarete già fatti un'idea del contenuto del disco.

L'album viene aperto da "Astral Sunset" che, dopo un inizio dai risvolti Space Rock, sfocia quasi subito in un concentrato Stoner dagli evidentissimi connotati psichedelici; nella parte centrale del pezzo il basso si rende protagonista, per poi venire rimpiazzato da una scarica sonora di influssi cosmici che acuiscono la sensazione di trovarsi davvero sotto l'effetto della sostanza declamata dal monicker della band. Segue la lunga title-track che prende il via con una cantilena che parrebbe essere stata estrapolata da un qualche rituale svolto tra le profonde ed inaccessibili selve della foresta amazzonica. Il riffing che segue ricalca in parte il ritmo di questo incipit per poi evolversi in un andamento sporco e impastato che tanto fa godere ogni amante dello Stoner, mentre nella seconda parte del pezzo ritornano le sonorità spaziali che, acutizzate da un mood quasi dronico, attraversano le sinapsi corrodendo piacevolmente ogni singolo brandello di coscienza rimasto all'ascoltatore. "To The Holy Mountains" si configura invece come un'ipnotica composizione di stampo psichedelico nella cui struttura si insinuano incursioni Blues dal vago sapore orientale che danno l'impressione di trovarsi nei panni di un oracolo che profetizza e si contorce sotto gli influssi di una visione ad alto tasso mistico. Il disco è concluso da "Space Raga", brano estraniante formato soltanto da sporadiche note di chitarra, quasi rilassanti. Il trip è giunto al termine, la mente è ormai esausta e le onde elastiche generate sembrano voler premiare lo sforzo psichico sostenuto, donando all'ascoltatore la pace dei sensi e permettendogli di ricongiungersi con il proprio Spirito che, fino a poco prima, fluttuava nell'immensità del cosmo.

Ritengo che per un album di questo tipo sia del tutto sterile fornire un'analisi di tipo strumentale: prove del genere trovano il proprio obbiettivo nella malleabilità della mente umana e le visioni evocate saranno differenti per qualunque ascoltatore. Ciò che posso dire è che, se volete viaggiare con la mente, non sono necessari prodotti chimici… Ci pensano gli Ayahuasca Dark Trip ad offrirvi tutto ciò che vi serve per raggiungere questo scopo. Il risultato è garantito!

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