AZARATH – Praise The Beast

 
Gruppo: Azarath
Titolo: Praise The Beast
Anno: 2009
Provenienza: Polonia
Etichetta: Agonia Records
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TRACKLIST

  1. Summoning
  2. I Hate Your Kind
  3. Sacrifice Of Blood
  4. Invocation
  5. Praise The Beast
  6. Queen Of The Sabbath
  7. Azazel
  8. Unholy Trinity
  9. Obey The Flesh
  10. Throne Of Skulls
  11. From Beyond The Coldest Star
DURATA: 41:31
 

Gli Azarath sono una delle creature più prolifiche e qualitativamente fra le migliori dell’ondata post 2000 prodotte dalla scena polacca. La formazione vanta al suo interno la partecipazione dietro le pelli dell'onnipresente Inferno (Behemoth) e di vari membri di gruppi storici della scena nazionale d'appartenenza come Convent e Damnation.

"Praise The Beast" è death metal solido dove la melodia si scatena inserita in basi possenti come carri armati e la blasfemia è un'arma che vomita odio infinito. Questo quarto lavoro non aggiunge nulla di nuovo a ciò che precedentemente i ragazzi ci hanno fatto ascoltare. La tecnica si è affinata, le velocità dei brani sono ben calibrate e i colpi ben assestati, si ascoltino la devastante "Sacrifice Of Blood", l'accoppiata malefica e pregna di collera luciferina composta da "Praise The Beast" e "Queen Of The Sabbath", non sottovalutando due tracce altrettanto valide come "I Hate Your Kind" ed "Unholy Trinity".

Se il lavoro di Inferno alla batteria è impeccabile come sempre, c'è da dire che la differenza in positivo la fanno i due chitarristi, che mostrano di possedere una gran tecnica e buon gusto in fase solistica. Bruno eccelle dietro il microfono, superando abbondantemente colleghi più conosciuti (chi ha detto Nergal?), le sue metriche sono dirette e non lasciano scampo, mentre il basso tiene bene, le linee d'accompagnamento sono perfettamente incastonate nel terremoto creato da una batteria priva di alcuna pecca.

Rispetto alla precedente uscita, l'unico aspetto che potrebbe essere recepito — solo da alcuni — come un punto debole credo sia la minore spontaneità, tramutata in un monolite massiccio e impenetrabile. Si rientra quindi nell'ambito del gusto personale, ma non penso si possa discutere su di un disco di tale livello, andrebbe soltanto ascoltato continuo, sperando che le orecchie non cedano. Per chi ama il death metal e la scena dell'est Europa in particolare, indiscutibilmente da possedere!

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