Azath - Through A Warren Of Shadow

AZATH – Through A Warren Of Shadow

Gruppo:Azath
Titolo:Through A Warren Of Shadow
Anno:2020
Provenienza:U.S.A. / Canada
Etichetta:Pulverised Records
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TRACKLIST

  1. Into The Charnel
  2. Draconian Impalement
  3. Mortal Sword
  4. Knight Of Chains
  5. Through A Warren Of Shadow
  6. Pale Light
  7. Worm Of Autumn
  8. The Whirlwind
  9. Children Of The Dead Seed
  10. Shifting Forms
  11. Dying Echoes
DURATA:36:44

Nella selva di band death metal che saccheggiano più o meno bene dall’immaginario lovecraftiano e di quelle che si fanno ispirare dagli abissi o dal cosmo insondabile finalmente qualcuno che si rifà all’abecedario del metallo classico: spade, draghi, sangue e mostruosità varie in salsa fantasy. La multinazionale del male che risponde al nome di Azath è divisa fra l’assolata California e la decisamente più fresca provincia dell’Alberta, in Canada, ed esordisce su Pulverised con questo Through A Warren Of Shadow dopo una sola demo risalente al 2018.

Non un fantasy a caso, quello che ci ruttano in faccia Brandon Corsair e soci, bensì episodi ispirati da Il Libro Malazan Dei Caduti (titolo originale The Malazan Book Of The Fallen) del torontoniano Steven Erikson: un’opera ciclopica in dieci volumi editi in Italia dalla Armenia Edizioni, alla cui origine c’era l’idea, mai concretizzatasi, per un gioco di ruolo. La scrittura di Erikson è complessa, le storie che racconta si dipanano in modo assai articolato, mentre gli Azath sembrano aver trovato una formula sufficientemente schietta per mettere in musica la scoperta di civiltà passate, le guerre senza fine e il ricco sfondo religioso che animano i libri. La base di partenza è solida e piuttosto tradizionale, con il nome degli Incantation a recitare il solito ruolo da capofila tra le influenze più palesi, ma i quattro — anche se Pierce Williams viene ancora indicato nel libretto come batterista turnista — sviluppano la loro proposta in modo intelligente e pure sufficientemente personale.

Sebbene utilizzi dei tempi micidiali, tanto che a momenti sembra che ci siano qua e là delle spruzzate di grindcore, la scrittura di Through A Warren Of Shadow si mantiene variegata e non senza sorprese; tutto il disco è pervaso da un’atmosfera furibonda che toglie il respiro, perché i momenti in cui decomprimere sono davvero rarefatti. La prima metà dell’album, da “Draconian Impalement” alla title track, è semplicemente un tritacarne, con la batteria di Williams che non molla un cazzo, tanto che le chitarre di Corsair e di Andrew Lee — autore anche delle classicissime parti solistiche — sembrano sempre all’inseguimento. Un senso di furia e disorientamento accentuato dalla produzione cruda al punto giusto, su cui si affaccia come un’ombra il growl oceanico di Derek Orthner. Gli stridii del breve intermezzo “Pale Light”, che nel giro di poco tempo si ergono a fare da introduzione epica alla seconda metà del lavoro, servono solo a farci marinare nel sangue prima che gli artigli del drago in copertina ci dilanino definitivamente su “Worm Of Autumn”. C’è spazio per due brani presenti nella demo, “The Whirlwind” e “Shifting Forms”, qui riveduti e corretti per fare ancora più male; per la più convenzionale “Children Of The Dead Seed” e per la conclusiva, sferragliante “Dying Echoes”.

Un debutto debitore del passato sì, ma anche abbastanza caratteristico, perché questi Azath, separati da un fuso orario pieno, sanno fare le cose per bene (e quindi per male), e mettono insieme trentasei minuti e quarantaquattro secondi di death metal con tutti i crismi.

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