AZRATH-11 – The Shrine Ov All Hallucination

 
Gruppo: Azrath-11
Titolo: The Shrine Ov All Hallucination
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Slava Satan Records
Contatti:

Facebook  Twitter  Soundcloud  Reverbnation  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Even The Gods Can Deny Our Solemnity / (March) Ov Triumphant Genesis
  2. Ov Stormblades And Waracle
  3. Imposing My Will
  4. Anti
  5. Aeonic Mouth Of Prophecy
  6. Under The Third Moon Oracle
  7. The Omnipotent Paradigm
  8. Where Memories Fade To Tragedies
  9. …And Reclaim The Voices Ov The Ancients
  10. Imperial Remembrance
  11. The Shrine Ov All Hallucinations
  12. Humanitas Detestabilis
  13. Trails To Nothingness
DURATA: 01:02:26
 

Azrath-11 è un nome nuovo che si affaccia sulla scena metal italiana, nato nel 2007 dalle menti di Asmodevs Draco Dvx (già batterista dei grandi Handful Of Hate, oltre che dei greci Naer Mataron) e del chitarrista Absu Telal Daghon (ex Eerie Sin, ora nei goriziani Nuclear Aggressor), con il primo che si è occupato anche della voce e delle parti aggiuntive e acustiche della sei corde. Insieme al bassista Dioskouroi Deimos Faol hanno registrato "The Shrine Ov All Hallucinations", debutto assoluto uscito per Slava Satan. Ziggurat in copertina, carattere usato per il titolo, gli "Ov" sparsi nel testo e le note introduttive di "Even The Gods Can Deny Our Solemnity / (March) Ov Triumphant Genesis" sono indizi, anzi prove, che conducono diretti verso coordinate sonore precise, mi riferisco a quel death metal oscuro e talvolta epico che racconta le atmosfere di civiltà antichissime come quella egizia o quelle della Mesopotamia. Behemoth e Nile sono ovviamente due delle band di riferimento principale, pur se a mio parere qui la componente brutal è meno chirurgica.

Tutte le composizioni possiedono una durata importante, attraverso la quale viene sviscerata una scrittura non originale, dati gli ampi riferimenti, ma altresì ricca ed estremamente bilanciata. Se da un lato è difficile trovare picchi di pathos o melodie ruffiane che catturino l'attenzione in prima istanza ("The Shrine Ov All Hallucinations" sembra lì lì per esplodere la propria carica e invece ciò non avviene), delineando così un disco che va scoperto tramite i dettagli e senza fretta, dall'altro la proposta risulta compatta e intransigente, perfettamente equilibrata nei vari inserimenti che fanno la differenza, come le orchestrazioni e le tastiere (arrangiate entrambe col contributo di Claudio Stor) o i cori (curati da Svarog L.T.). Asmodevs poi ci mette del suo con un lavoro alla batteria efficace e perfetto nel sottolineare i vari passaggi o cambi di atmosfera, donando grande dinamismo al tutto.

Venendo alle varie tracce: "Under The Third Moon Oracle" spicca per il sentore epico donato dalle orchestrazioni, importanti ma non invasive; in "The Shrine Ov All Hallucinations" è l'anima black a emergere sia nella ritmica lanciata che nel riffing, mentre "Humanitas Detestabilis" è il brano di più facile assimilazione e che si fissa subito in testa grazie alla melodia e alla voce pulita utilizzata, che ricorda le ultime prove degli Anaal Nathrakh (addirittura i System Of A Down, no, non sono ubriaco, è la mia pura e semplice impressione). Invece certe soluzioni vocali di "The Omnipotent Paradigm" sono accostabili a quelle di Helmuth dei Belphegor, altra formazione di riferimento per i nostri.

Tirando le somme, "The Shrine Ov All Hallucinations" è un disco derivativo e facilmente inquadrabile, eppure non scontato e comunque particolarmente curato e rifinito, vi basti sapere che chitarre, basso e batteria sono stati registrati agli Audiomark Studio fra l'aprile e il novembre 2009, mentre la voce e le tastiere nei Dargoath's Dungeon Laboratories fra il gennaio e il maggio 2010; il master invece è avvenuto addirittura in California. A giudicare dagli mp3 ricevuti forse però le chitarre avrebbero meritato un trattamente migliore sul fronte del volume, un po' troppo basso e quindi penalizzante.

Se il trittico di gruppi citati e il filone sono di vostro gradimento, allora gli Azrath-11 potrebbero fare al caso vostro. Al momento la band — che ha visto l'abbandono di Absu e l'ingresso in pianta stabile del chitarrista Siderevs Ocvlvs Mvndi (già nei Morning Dew, passati anche sulle nostre pagine) e del cantante Antheres Atras Exitum (Karnak e Slavocracy) — è al lavoro per il secondo album, con la fase di pre-produzione prevista per dicembre 2011.

Facebook Comments