Bad Manor - The Haunting | Aristocrazia Webzine

BAD MANOR – The Haunting

Gruppo: Bad Manor
Titolo: The Haunting
Anno: 2022
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti: Bandcamp
TRACKLIST

  1. The Room With Six Hundred And Sixty-Six Eyes
  2. The Study, Filled With Books
  3. Through The Garden, To The Graves
  4. An Incident In The Nursery At The Witching Hour
  5. Hallowed Ground
DURATA: 35:43

Case infestate, tenebrose presenze, raw black metal: in poche parole gli statunitensi Bad Manor. Affiliati al sedicente Ordo Vampyr Orientis insieme a Bat Magic e Beastial Majesty, formazioni che hanno in comune ben più di un personaggio, questi cinque mattacchioni mettono a segno, con The Haunting, non solo il primo album, ma proprio il loro debutto assoluto. Sorprende che lo facciano per Avantgarde Music, un’etichetta che normalmente non tratta queste cose.

Ma veniamo alla ciccia, perché in The Haunting gli americani ne hanno messa parecchia. L’immaginario dei Bad Manor oscilla tra quello del romanzo gotico, dell’orrore e in generale si nutre di storie e atmosfere perturbanti come se non ci fosse un domani. Mica per altro, un domani potrebbe davvero non esserci, soprattutto a seconda della stanza derelitta e a malapena illuminata nella quale decidi di avventurarti.

Il disco è accompagnato da una frase che serve a sottolineare il contesto nel quale ci troviamo: «A house, high on a hill, filled with mystical air». Potrebbe essere l’incipit della quarta di copertina di un libro di Poe, invece è l’incubo musicale raccontato da Stephen R.C. Sicreeve e Monsieur Malediction. Raw black metal, dicevo, non per questo però privo di fronzoli. Già, perché la musica dei Bad Manor è talmente ricca di sfumature da risultare straniante, e se a un primo ascolto l’effetto può sembrarti temporaneo ti stai sbagliando, perché pure i successivi non perdono un grammo di imprevedibilità.

Del resto quando ci si addentra in una casa infestata non si sa mai cosa si trova dietro questa o quella porta, spostando un volume piuttosto che un altro, togliendo o rimettendo a posto la proverbiale candela. Così, l’incedere claudicante di “Hallowed Ground” può trasformarsi in breve tempo in un vorticare allucinogeno di blast beat con più riverbero di un disco shoegaze. Non manca l’organo, come in “The Room With Sixty-Six Eyes” e in “Through The Garden, To The Graves”, come non manca un alternarsi di voci tra il pazzoide e lo spostato. The Haunting è un’esperienza, più che un disco, ed è così densa di colpi di scena, cambi di ritmo e passaggi sinistri che più che fartela raccontare la devi vivere.

In apertura ho scritto tenebrose presenze non a caso: prendi i nostrani Il Segno Del Comando, portali nel tuo scantinato, drogali e chiedi loro di suonarti il black metal, forse così avrai una vaga idea di cosa c’è in The Haunting e di cosa possono essere i Bad Manor. Da segnalare il bellissimo libretto illustrato da Landis Blair.