BALACLAVA – Crimes Of Faith

Informazioni
Gruppo: Balaclava
Titolo: Crimes Of Faith
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Southern Lord
Contatti: myspace.com/balaclava
Autore: Mourning

Tracklist
1. Victims
2. Throne Of Grace
3. This City
4. A Prophet
5. The Geometer’s Hand
6. Omega Point
7. A Prophecy

DURATA: 36:57

Se finisci sotto le sapienti mani della Southern Lord un motivo ci dovrà pur essere, è questo ciò che ho pensato quando ho letto il monicker Balaclava a me prima sconosciuto.
Il quartetto composto da Joe Dillon (batteria), Dan Sanchez e Danny Finn (chitarre e voce) e Pete Rozsa (basso e voce) è dedito al post/hardcore metal, le influenze citate da loro stessi quali Neurosis e His Hero Is Gone sono evidenti nel sound ma nomi come ad esempio quelli di Isis e Today Is The Day non sono da escludere a priori e confluiscono all’interno di un debutto bello e diretto come un pugno in faccia intitolato “Crimes Of Faith”.
Piccola digressione storica riguardante il nome della band, Balaclava verosimilmente potrebbe derivare da due cose: A) il conflitto di Balaclava (guerra di Crimea) durante il quale si svolse l’inutile carica dell’esercito britannico raccontata in maniera metallica eccelsa in “The Trooper” degli Iron Maiden, B) dalla Balaclava Helmet o Ski Mask, indumento protettivo per il volto usato sia in quel periodo ma anche odiernamente, similare al cosiddetto passamontagna.
Torniamo alla musica, l’aspetto che c’interessa maggiormente, il disco di questa formazione è una botta consistente e canonicamente rispettosa, abbiamo a che fare con delle discrete melodie insite nel fuoco d’artificio in apertura “Victims”, una “This City” mostrante due facce della stessa medaglia, tesa come una corda di violino nella prima parte, maggiormente “rilassata” e accomodante nella seconda, il ritmo varia assecondandone l’umore e qui gl’Isis c’hanno lasciato lo zampino.
Sono bravi, forse ancora poco personali ma ci danno sotto da matti e con “The Prophet” in quasi quattro minuti si viene severamente e ripetutamente colpiti, l’armatura già rocciosa del combo assume dosi di crust percettibili ed è puro godimento ciò che ne tiran fuori mentre con “A Prophecy” sono l’operato di Joe dietro le pelli e un riffato meno “ferreo” a farsi notare, conservando però quella carica e quella tendenza bellicosa che sono saldamente incastonate nel loro sound.
I Balaclava sono schietti, si potrebbero paragonare a quell’amico che senza perdersi in giri di parole ti dice che la tua lei t’ha messo le corna, all’inizio pensi sia un bastardo poi t’accorgi che l’ha fatto per te, ti bastona per darti la spinta per ripartire, questo è ciò che possiede “Crimes Of Faith”, una decisa e continua spinta che è priva di arrangiamenti particolari ma che può vantare una splendida prestazione corale con menzione d’onore per Dillon, veramente efficiente il suo drumming.
Cresceranno di sicuro, quale sarà la strada che intraprenderanno non posso immaginarlo, seguire questa via come quella della sperimentazione potrebbe portare in entrambi i casi ottimi risultati ai Balaclava, probabilmente lo sviluppo melodico di “Victims” sarebbe utile a snellire quel senso di canonico che pervade alcune tracce, è comunque difficile trovare un reale punto debole a un platter che ti prende bene dal primo all’ultimo secondo. Seguiteli, ascoltateli e comprateli, ne sentiremo ancora parlare.

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