BALANCE INTERRUPTION – Door 218

 
Gruppo: Balance Interruption
Titolo: Door 218
Anno: 2016
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Satanath Records / Abstruse Eerie Radiance
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TRACKLIST

  1. Last Sunset Without Sun
  2. Door 218
  3. Not Survived To The Sentencing
  4. D.U.S.T.
  5. Suicidealer
  6. Incubatum Conveyor
  7. Morbid Soul Shelter   
  8. Hypnotik Eye Kvlt Terror
DURATA: 38:56
 

Non ho idea di cosa rappresenti la «Porta 218», né di cosa parlino i testi dei Balance Interruption o di cosa significhino i campionamenti in russo (credo) posti tra un brano e l'altro; però, mi sarebbe piaciuto capire qualcosa di più di tutto ciò, poiché "Door 218" ha sicuramente destato la mia curiosità in più modi.

Questo è il terzo album della discografia della band ucraina (completata da altrettanti EP) e ci presenta una realtà abbastanza matura e personale da poter produrre un lavoro che è tutto fuorché standard; intendiamoci, non stiamo parlando di innovazioni mai sentite prima, tuttavia la particolarità della proposta è indubbia. Partendo da una base fatta di Black Metal e qualche tendenza Death non troppo velata, il trio inserisce notevoli elementi di Elettronica e Jazz. Pensare a gente come i Dødheimsgard, gli Shining norvegesi e per certi versi i The Axis Of Perdition (in una versione meno schizofrenica) non è del tutto fuori luogo. Si passa da un blast beat a vigorose percussioni sintetiche, da un riff in tremolo a suoni ed effetti elettronici, fino ad arrivare ai vari assoli di sassofono — solitamente molto melodici — che adornano diverse tracce.

In tutto ciò, lo strumento che brilla più di tutti è il basso. Se già questa non fosse una caratteristica relativamente inusuale per una band Black Metal, il modo in cui viene sfruttato è assolutamente degno di nota: in grado di adattarsi sia ai passaggi jazzistici che a quelli più spinti, spesso fornendo un importante contributo nel rendere maggiormente destabilizzante la musica. Non è un caso, quindi, che il missaggio gli dia ampio spazio, senza però sminuire troppo i restanti elementi in gioco.

Le chitarre svolgono un buon lavoro, forse non particolarmente originale o brillante, ma senza dubbio competente — anche in ambito solista — e coerente con un contesto non proprio semplice; durante le aperture atmosferiche, l'uso di dissonanze poste ad accompagnare il sassofono e gli influssi Jazz ricreano fedelmente i bizzarri scenari illustrati nel digipak. Più che buono anche il contributo del batterista Dmitry Kim (membro di diverse band, tra cui i Goatpsalm), capace di offrire una prestazione variegata e tecnicamente valida, con pattern che spaziano dalla ferocia prettamente Metal a dinamiche di stampo Jazz.

L'elemento elettronico in più di un'occasione supporta la sezione ritmica con sonorità chiaramente industriali, ma si manifesta anche attraverso sintetizzatori che spesso donano un'aura misteriosa al tutto. Ad esempio, ogni traccia viene legata alla sua successiva da brevi passaggi di Dark Ambient greve e soffocante, spesso accompagnati dai campionamenti vocali citati in apertura. I suoni sintetici sono comunque chiaramente udibili in diversi momenti, sia a creare atmosfera che a dare un contributo melodico qua e là. Però, l'elemento di maggiore interesse è l'uso dell'effettistica, che in qualche momento si occupa di glitchare la musica o di aggiungere effetti a una vocalità tanto caustica quanto variegata.

Non sarà certo definibile come un capolavoro, tuttavia "Door 218" riesce a risultare decisamente interessante, grazie a una personalità e a una qualità della proposta sopra la media. Come detto in precedenza, sarebbe stato utile poterne approfondire anche le tematiche, ma la musica di per sè è già un buon motivo per dare un ascolto ai Balance Interruption.

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