IL BALLO DELLE CASTAGNE – Surpassing All The Other Kings

IL BALLO DELLE CASTAGNE – Surpassing All The Other Kings

 
Gruppo: Il Ballo Delle Castagne
Titolo: Surpassing All The Other Kings
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Bloodrock Records
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TRACKLIST

  1. Tema Di Gilgamesh
  2. Il Risveglio
  3. Il Viaggio
  4. Rorate Coeli
  5. Konigin Der Nacht
  6. Il Segreto
  7. Aquarius Age
  8. Fire In The Sky
  9. Eoni
  10. Apocriphon Of Gilgamesh
DURATA: 39:59
 

Il ballo delle castagne secondo l'accusatore dei Borgia Johannes Burchard (Bucardo di Straburgo) fu:

«Un banchetto al quale presero parte cinquanta meretrici oneste, quelle dette cortigiane. Finito di cenare le cortigiane danzarono con i servitori e altre persone che si trovarono lì; da principio vestite, poi nude. Sempre dopo cena vennero posati in terra i candelabri con le candele accese che illuminarono la mensa; dove vennero sparse delle castagne che le meretrici, nude, raccolsero strisciando fra i candelabri sulle mani. Tutto alla presenza e sotto lo sguardo del Papa, del Duca e di sua sorella Lucrezia. Infine furono mostrati mantelli di seta, sandali, berretti e altri doni da assegnare a quanti ebbero il maggior numero di rapporti.»

Oggi quel rituale sabbatico è divenuto il nome-icona di una band prog italiana dalle indubbie qualità che — dopo aver pubblicato il disco di debutto eponimo nel 2009 — ha dato vita a una trilogia composta dal dieci pollici "108", dal secondo lavoro "Kalachakra" e da "Surpassing All The Other Kings", ultimo parto datato 2013. L'album è imperniato sulla figura del sovrano sumero Gilgamesh, divenuto protagonista del poema epico babilonese intitolato "Epopea Di Gilgamesh".

Sul suono progressivo di base, rimembrante in più di un'occasione figure della nostra scena anni Settanta come le Orme e Biglietto Per L'Inferno (questi ultimi a mio avviso riconoscibili nella stupenda esecuzione de "Il Viaggio", adornata dalla voce di, ex Argine ), vengono installate di volta in volta atmosfere e varianti che forzatamente portano la mente a chiamare in causa realtà d'Oltremanica come Dead Can Dance e Black Widow; ciò avviene in "Tema Di Gilgamesh" e in "Fire In The Sky". Nel trittico centrale della scaletta la visione sonora assume una forma psichedelica-space, sia "Konigin Der Nacht" (brano nel quale il pianoforte di Davide Bruzzi e il cantato farneticante di Vinz Aquarian infondono un pizzico d'insanità straniante) che "Il Segreto" (in cui spicca l'apporto decisivo delle percussioni) e "Aquarius Age" ne sono testimonianze cristalline.

La mutazione della pelle dei Nostri però è una costante e il viaggio diviene maggiormente esoterico, pur se in parte questo aspetto viene anticipato in "Rorate Coeli", splendidamente intarsiata dal moog suonato da Aquarian; tuttavia è con le conclusive "Eoni" — ispirata dalla figura del maestro di Providence H.P. Lovecraft, le cui famose parole sono racchiuse nel racconto "La Città Senza Nome" («non è morto ciò che in eterno può attendere e col passare di strani Eoni anche la morte può morire») — e "Apocriphon Of Gilgamesh" che prende realmente corpo.

Quella realizzata dal gruppo italiano è un'opera in cui musica e testi si fondono in un ammasso di spiritualità che si propaga tramite una psichedelia incantevolmente scura. Non è sicuramente di facile approccio e se proprio un difetto lo si volesse cercare, più che trovare, lo si potrebbe identificare con il divagare eterogeneo all'interno del mondo musicale, aspetto che in un paio di circostanze potrebbe anche spiazzare. I musicisti in questione sono veramente eclettici e purtroppo non sempre questo risulta essere un vantaggio, la loro composizione necessita di numerosi giri nello stereo per essere pienamente apprezzata; se per l'ascolto venisse adoperata la modalità usa e getta odiernamente in voga, si rischierebbe solo di non godere colpevolmente delle sfaccettature che ne contraddistinguono il cammino.

L'arte richiede tempo e passione, in pratica il necessario per godere al massimo di un disco come "Surpassing All The Other Kings".

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