BARBARIAN PIPE BAND – RotA

Informazioni
Gruppo: Barbarian Pipe Band
Titolo: RotA
Anno: 2008
Provenienza: Italia
Etichetta: Barbaric Released
Contatti: myspace.com/barbarianpipeband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Saltarello II
2. Le Bal De L’Ours
3. Barulho Parafuso
4. Andro 23
5. Tarantatum
6. Tarantarmoricana
7. Mundus Canide
8. Lo Cavalcone De Nantes
9. La Fija D’Un Cavaje’
10. Rota
11. Mitdans
12. LA Sagrinazione
13. Curenta ‘d S.Pèire
14. Mustrudanso
15. Kokhanochka
16. Le Vin L’è Bun

DURATA: 54:15

BARBARIAN PIPE BAND - RotA Un certo lato folkloristico del metal mi ha sempre lasciato perplesso, sarà forse che troppa gente lo ha dirottato in una direzione che ha avuto come risultante prestazioni che personalmente ritengo al limite col ridicolo (Korpiklaani, Eluveite, Finntroll; di quest’ultimi salvo un paio di pezzi,) quindi ho preferito sempre e comunque di gran lunga ascoltare le radici più classiche di questo filone musicale.
In Italia abbiamo una formazione biellese, la Barbarian Pipe Band, che nella miglior tradizione — evitando chitarre distorte, bassi e quant’altro — incentra il proprio suono esclusivamente sull’emanazione ritualistica di cornamuse, piva, zampogne e flauti oltre all’accompagnamento ritmico di grancasse, rullanti e tamburi, che esulano dal generare un lavoro di batteria forbito e sin troppo schematizzato come frequentemente avviene nelle realtà sopracitate. Il bello del folclore difatti è l’istintività con cui viene espresso, quel naturale fluire che ti permette di respirare aria di terre magari non troppo lontane come la regione occitana della Francia o perché no, andando più a nord con il pensiero, dirigendo lo sguardo nelle valli teutoniche, di giungere alle Highland scozzesi, accompagnato in questo specifico caso da tratti della nostrana e arcaica cultura regionale. Tratti che ti fanno immaginare un passato in cui il tramandare era un valore, oggi sin troppo accantonato, se non in sede di raccomandazione lavorativa.

Nel 2008 la band, dopo aver pubblicato in antecedenza “Sacra Losna” nel 2004 e “Fosfeni” nel 2005, rilasciò il terzo album dal titolo “RotA”, in esso sono contenuti poco più di cinquanta minuti di musica. Le melodie e lo spirito ancestrale della prestazione per venire assorbiti anche da chi come il sottoscritto non è un fruitore costante di questo tipo di sound necessitano di un bel “reset” mentale: sgombrate la testa dai pensieri, mettetevi a vostro agio e rilassandovi farete in modo di entrare in contatto con l’atmosfera fiera e al tempo stesso scanzonata delle tracce. La vita di un uomo è un percorso fatto di gioie e dolori, al pari d’essa è lo svolgimento del disco, il genere in questione è un connubio fra due nature: quella che ci circonda fatta di piccole e grandi sorprese regalateci dalla Madre Terra e quella insita nell’animale Uomo. È così che attimi più spensierati quali “Saltarello II”, “Tarantatum” e “Le Vin L’è Bun” si alternano con altri quali “Mundus Canide”, “Lo Cavalcone De Nantes” e “La Fija D’Un Cavaje”, mentre altri ancora portano con sè un velo di malinconia e nostalgia dei tempi andati come “Mitdans”.

È ovvio che la percezione delle singole emozioni sia da tenere in considerazione in quanto personale e non delineante una forma oggettiva dell’ampio spettro che la musica della Barbarian Pipe Band riesce a suscitare. L’aiuto che giunge dalle sparutissime apparizioni della voce sembra quasi tenere coi piedi per terra l’ascoltatore, come un gradito appiglio durante un lungo e piacevole viaggio.

Un mondo particolare e per fortuna non andato del tutto dimenticato quello riguardante la cura delle tradizioni, consiglio vivamente di affondare in un album come “RotA” senza porsi troppe domande, se vi capitasse l’occasione di poter vedere un’esibizione live della formazione, sfruttatela, reputo che l’esperienza dato anche l’uso di costumi a tono renderebbe ancor più vivide e realistiche le qualità sonore, sono veramente bravi.

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