BARBARIAN SWORDS – Worms

 
Gruppo: Barbarian Swords
Titolo: Worms
Anno: 2016
Provenienza: Spagna
Etichetta: Satanath Records / The Ritual Productions
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TRACKLIST

  1. I'm Your Demise
  2. Outcast Warlords
  3. Pure Demonology
  4. Christian Worms
  5. Total Nihilism
  6. The Last Virgin On The Earth, Sodomized
  7. Carnivorous Pussy
  8. Requiem
  9. Ultrasado Bloodbath
DURATA: 01:11:04
 

Seconda prova sulla lunga distanza in un lustro di attività per i Barbarian Swords, formazione catalana (per la precisione di Barcellona) che nel 2014 aveva esordito con l'album "Hunting Rats", del quale appunto esiste ora un successore intitolato "Worms". Pur non conoscendo il debutto, con uno sguardo veloce alla copertina è piuttosto semplice per tutti iniziare a farsi un'idea di massima del contenuto musicale e lirico dell'opera in questione.

Entrando nello specifico, "Worms" è un compendio di estremismi vari che ha i suoi punti di forza in pezzi come "Total Nihilism", "Ultrasado Bloodbath" e "Outcast Warlords", laddove ci viene presentato un andamento venefico, ribollente e monolitico che a volte ("The Last Virgin On The Earth, Sodomized") potrebbe addirittura ricordare certi Bolt Thrower in una perversa salsa Black Metal; lo spettro del gruppo britannico viene infatti evocato nelle parti più pregevoli del lavoro, ovvero quando il quintetto rende predominante il proprio lato più mefitico, quell'adorabile e pachidermico senso di ineluttabilità concentrato in riff tanto oscuri quanto massicci. Le imperiture glorie mastodontiche di Coventry svaniscono tuttavia all'orizzonte quando i Barbarian Swords decidono di lasciare campo aperto all'istintività brutale e gretta di un Black Metal rozzo e sporco, ancora vicino ai confini con il Thrash: una caratteristica così ignorante e rétro da finire con il diventare quasi parodiale, se paragonata invece alle buone parti rallentate di cui sopra.

Sia ben chiaro che non è — e non sarà mai — mia intenzione denigrare o disprezzare un certo tipo di espressività volutamente belluina e feroce, ma il vero problema in questo caso è la difettosa modalità di applicazione di tali modelli, poiché le due componenti principali descritte fanno troppa fatica a miscelarsi in maniera adeguata; e se è vero che sono i contrasti a creare la tensione necessaria per usufruire di certe espressione musicali, è altrettanto vero che tali contrasti per funzionare a dovere devono essere generati da fattori che interagiscono tra di loro e non da impulsi stilistici accostati in maniera approssimativa e raffazzonata. Aggiungiamo ancora che il tutto si protrae per più di un'ora, sorvoliamo volentieri su un apparato lirico parecchio banale e alle volte anche un po' ridicolo, e sottolineiamo la performance vocale di Von Päx, particolarmente efficace nel dimostrare che quest'ultimo prova un qualche piacere oscuro nel grattugiarsi futilmente le corde vocali, esibendo così una buona dose di masochismo: al netto di tutto ciò, "Worms" si dimostra a dir poco estenuante da seguire e decisamente troppo lungo, considerando che — per quanto ci siano alcuni momenti di discreta qualità — il livello globale non raggiunge un picco così alto da giustificare un minutaggio tanto elevato.

Per quanto non sia piacevole dirlo, per questo secondo disco dei Barbarian Swords diventa veramente complesso trovare una ragion d'essere, motivo per cui sembra tristemente semplice collocare "Worms" nella poco invidiabile categoria degli album dei quali l'universo non sentiva alcuna necessità; un lavoro che raggiunge faticosamente la soglia della mediocrità, buono da ascoltare nel caso in cui abbiate un'enormità di tempo a vostra disposizione che non sapete proprio come impiegare altrimenti.

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