Barús - Fanges | Aristocrazia Webzine

BARÚS – Fanges

Gruppo: Barús
Titolo: Fanges
Anno: 2021
Provenienza: Francia
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Fanges
  2. Châssis De Chair
DURATA: 34:21

A quattro anni dal notevole, ostico e opprimente Drowned, tornano a farsi sentire i Barús, quartetto di Grenoble nato nel 2015 dalle ceneri dei Project Jim. La parabola stilistica dei francesi aveva già evidenziato una notevole sterzata passando dall’EP omonimo del 2016 al primo album, che mischiava black, death, dissonanze varie e una buona dose di groove cavernoso; una sorta di figlio bastardo di Gojira, Gorguts, Ulcerate e simili. Un po’ di curiosità è quindi lecita per questo nuovo EP, Fanges, uscito sotto Aesthetic Death.

Un lavoro peculiare a suo modo già a partire dalla tracklist, la cui mezz’ora abbondante di durata si suddivide in appena due tracce diametralmente opposte. La title track, con i suoi diciannove minuti spaccati, offre il lato più pacato — si fa per dire — dei Barús: un monolito dalla struttura tutto sommato lineare, che poggia le proprie fondamenta sul contrasto tra sezioni acustiche minimali e riffoni cadenzati con le urla/declamazioni di K (mente, voce e chitarra dei Maïeutiste) che si piazzano meritatamente sotto i riflettori.

In “Châssis de Chair”, invece, questa parvenza di linearità si perde. L’andazzo si fa imprevedibile, ritmiche frastagliate e tritaossa trainano questo quarto d’ora pregno di disperazione, di death metal meno claustrofobico e più estremo rispetto a “Fanges” ma comunque angosciante. Non è un caso che i testi di Fanges sono intrisi di tormento esistenzialista, di un dolore ineluttabile che attanaglia l’uomo dalla sua nascita lungo tutto il percorso in un corpo materiale debole e destinato a disgregarsi.

Non avevo onestamente dubbi, dopo aver ascoltato Drowned, che i Barús avrebbero continuato su livelli qualitativi elevati, confezionando due brani molto diversi tra loro ma ugualmente efficaci. Ciliegina sulla torta, il tutto è stato registrato in presa diretta agli Eptagon Studio, di proprietà del collettivo di cui la stessa band fa parte. Che dire, chapeau e speriamo che arrivi presto un nuovo, più consistente lavoro.