BAST – Spectres

BAST – Spectres

 
Gruppo: Bast
Titolo: Spectres
Anno: 2014
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Burning World Records
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TRACKLIST

  1. In The Beginning
  2. Denizens
  3. Spectres
  4. Psychonauts
  5. Outside The Circles Of Time
DURATA: 46:30
 

La musica riesce sempre a sorprenderti, c'è tanta, troppa roba da ascoltare e non basterebbero dieci vite per venire a contatto con tutto ciò che di bello contiene questo mondo fatto di note; tant'è che il 2014 è ormai passato ed eccomi ancora una volta qui a scrivere di un album uscito nella sua prima parte. Il disco in questione è l'esordio dei britannici Bast intitolato "Spectres".

Mi sbilancio sin da subito, dicendo che se quest'opera mi fosse arrivata fra le mani con qualche mese d'anticipo, mi avrebbe messo in difficoltà al momento di scegliere i cinque nomi da inserire nella top 5 della scorsa annata pubblicata sul sito. Sono rimasto positivamente ed estremamente colpito dall'abilità del trio londinese — costituito dalle figure di Craig Bryant (chitarra e voce), Gavin Thomas (basso) e John Lee (batteria e voce) — nel fornire il dovuto equilibrio a una proposta mastodontica per peso e multiforme per natura. È innegabile infatti che il loro modo di suonare sia una ricombinazione costante, sia per atmosfere che soluzioni d'impostazione strumentale, di architetture compositive che traggono origine in primis dal solidissimo panorama Doom-Sludge. Su questa base poi vengono innestate, imposte e sovrapposte emanazioni riconducibili al Black e al Post-Metal, mentre talvolta risultano speziate con lievissime intromissioni di Drone.

Lo scenario quindi può annerirsi (ascoltate a esempio l'entrata in scena di "In The Beginning"), assumere connotazioni più dilatate, rumorose e psichedeliche (tenete in considerazione come si distende in maniera ambientale, cupa e strisciante "Psychonauts"), risultare fragorosamente profondo e legato in modo inquietante al destino ("Denizens" e "Spectres") e acquisire una considerevole dose di sentore epico (la conclusiva "Outside The Circles Of Time"). L'ultima traccia include sia la parte più ferale e nera che quella più dolciastra e vagamente sognatrice di cui gli inglesi sono in possesso, un connubio perfetto fatto di sferragliate irruente e melodie grigie e suadenti.

In "Spectres" insomma tutto gira come dovrebbe girare e vanno inoltre evidenziate l'ottima prestazione vocale fornita dal duo Bryant-Lee (che s'inserisce con forza nei brani, garantendo ulteriore spessore e incisività), la brillante produzione svoltasi presso gli Skyhammer Studios di John Davis (Conan) e la cura in fase di masterizzazione che Chris Fielding (già accreditato in passato in lavori di Electric Wizard, Conan, Witchsorrow, The Wounded Kings e Winterfylleth) ha assicurato.

I Bast hanno debuttato col botto, ancora una volta il movimento di cui fanno allegramente parte si pone senza ombra di dubbio come quello qualitativamente più stabile e dal livello medio più alto, un'area sonora felice che continua a regalarci ottimi dischi, spesso non inventando proprio nulla ma mettendo sul piatto sempre nomi nuovi capaci di fare la voce grossa e coinvolgere l'ascoltatore già con i primi passi mossi. Questi tre musicisti non fanno eccezione e con "Spectres" ce lo ricordano ulteriormente: per gli appassionati un acquisto che definirei davvero immancabile.

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