Battle Dagorath - Abyss Horizons

BATTLE DAGORATH – Abyss Horizons

Gruppo:Battle Dagorath
Titolo:Abyss Horizons
Anno:2020
Provenienza:U.S.A. / Svizzera
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Womb Of The Labyrinth
  2. Incantation Of The Vortexx
  3. Spectral Emanations
  4. Phantaslam Eye Of Dreams
  5. A Voiceless Call
  6. Conjuring The Starwinds
  7. Twilight Of The Cold Sun
  8. Saturnian Moons
DURATA:01:13:07

I Battle Dagorath sono ormai degli habitué di Aristocrazia: il duo composto da Black Sorcerer Battle e Vinterriket bazzica le nostre pagine da tempi non sospetti e ciclicamente, come la cometa di Halley, fa ritorno seppur con intervalli decisamente più umani. Purtroppo, ci siamo persi l’ultimo passaggio risalente a tre anni fa, quando dal cosmo sconfinato è piombato sulla Terra II – Frozen Light Of Eternal Darkness, più definito nei suoni rispetto al predecessore e che continuava ben saldo lungo la direzione intrapresa fino a quel momento.

Quello che mi ritrovo tra le mani oggi, in queste giornate autunnali particolarmente fredde e piovose, è Abyss Horizons. La cosa che salta subito all’occhio, oltre alla meravigliosa copertina dell’indonesiano Jenglot Hitam, è l’assenza di Vinterriket, o meglio l’assenza del suo contributo (il buon Ziegler risulta ancora in formazione) che lascia tutto il peso sulle spalle del solo Black Sorcerer Battle. Considerando il ruolo preponderante dello svizzero in passato, principale responsabile delle atmosfere siderali dei Battle Dagorath, era lecito aspettarsi un cambiamento sostanziale da questo lavoro.

E invece no. Abyss Horizons si difende benissimo mettendo sul piatto tutto ciò che ha permesso ai suoi predecessori di ritagliarsi una nicchia importante. Buona parte del disco si basa su una struttura che alterna intermezzi atmosferici con un sentore dungeon synth (“Spectral Emanations”, giusto per fare un esempio) ai brani veri e propri, tutti di durata importante: sono infatti oltre settanta i minuti su cui si dipana Abyss Horizons, tra sintetizzatori imponenti e black metal gelido e ripetitivo, sorretto da un’imperturbabile drum machine che ne aumenta il grado di astrazione dalla dimensione terrena. I riff, anche se non particolarmente melodici, sono decisamente azzeccati e riescono a conferire la giusta dose di malvagità ed epicità — di concerto con i synth — a pezzi come “Incantation Of The Vortexx” e “Phantasmal Eye Of Dreams”, che grazie alla loro natura che trascende il concetto di canzone non fanno pesare i sedici e fischia minuti di durata ciascuno: un viaggio cosmico che si conclude dalle parti di Titano e i suoi compagni di orbita, con le tastiere di “Saturnian Moons” che suggellano un lavoro che conferma la posizione di rilievo dei Battle Dagorath nel genere.

Black Sorcerer Battle supera a pieni voti una prova solista che, viste le premesse, avrà fatto alzare qualche sopracciglio: un disco che — seppur uscito quest’estate — sarà perfetto come colonna sonora per un inverno che si preannuncia un po’ più isolato e freddo, se non altro dal punto di vista umano.

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