BATTLE DAGORATH – Cursed Storm Of Ages

 
Gruppo: Battle Dagorath
Titolo: Cursed Storm Of Ages
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: De Tenebrarum Principio
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TRACKLIST

  1. The Tomb Lies Deep Beyond At The End Of Time
  2. Cloud, Shadow, Earth & Flesh
  3. Processional Across Dreamed Landscapes
  4. Macrocosmic Haunting Vision
  5. The Infinite Darkness Awaits
  6. Awakened By The Spell Of The Wind
  7. Interdimensional Passageway Between Worlds
  8. Myth Of The Cold Ghost Sea
  9. The Last Dying Winter
DURATA: 100:50
 

È lungo, lunghissimo, il nuovo disco dei Battle Dagorath, stavolta per De Tenebrarum Principio, sotto-etichetta della nostrana ATMF; è un'opera talmente lunga che un disco solo non è sufficiente e per contenerla interamente sono necessari ben due cd. Un'occhiata alla durata ed è facile essere presi dallo scoramento: cento minuti. Oltre un'ora e mezza di registrazioni compone "Cursed Storm Of Ages", terzo album della formazione californiana. Di californiano oggi, in verità, si parla impropriamente, poiché la creatura di Black Sorcerer Battle assume connotati sempre più internazionali: dopo l'aggiunta di Vinterriket in formazione, il nostrano Radok (chitarrista degli alto-atesini Lorn) è l'ultimo membro a essersi unito al gruppo, qui in veste di batterista.

Superato lo scoglio della lunghezza, comunque, l'operato dei Battle Dagorath ha tutte le carte in regola per fare breccia: lunghissimi passaggi atmosferici, tastiere sapientemente declinate (e ci mancherebbe altro, con Ziegler a occuparsene), suoni bassi e pastosi a evocare le immense, gelide distese cosmiche. Il lungo minutaggio dei brani non fa che trascinare l'ascoltatore in un viaggio mistico, un'esplorazione dei più grandi misteri del creato, il cui minimo comune denominatore è il freddo: il freddo delle vette montane e delle nevi perenni, il freddo del vuoto e nero spazio profondo, il freddo dell'inverno, il freddo dell'animo umano votato alla ricerca della conoscenza.

"Cursed Storm Of The Ages" è un lavoro omogeneo, un continuo fluire di venti, tastiere e distorsioni, e possono passare decine di minuti tra un urlo di Black Sorcerer Battle a rompere le correnti dello spazio e il successivo. Le tracce possono avere una deriva più aggressiva ("Cloud, Shadow, Earth & Flesh") o assumere toni più maestosi ed epici ("Awakened By The Spell Of The Wind"), ma la matrice resta invariata e il registro non subisce mutamenti per tutto l'album. Fanno eccezione rispetto al corpo centrale i due brani agli estremi: intro e outro sono infatti puramente dark ambient, che non mi stupirei di scoprire appannaggio del solo Vinterriket.

I Battle Dagorath hanno dato alle stampe un lavoro prolisso, è vero, tuttavia chi mastica questo genere non si lascerà certo demotivare dall'eccessiva decompressione. Un disco black metal atmosferico, niente più, niente meno, il cui immaginario è presto riassunto nelle uniche, lapidarie parole a corredo del libretto: «Astral Winter Sorcery».

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