BATTLE DAGORATH – I – Dark Dragons Of The Cosmos

 
Gruppo: Battle Dagorath
Titolo: I – Dark Dragons Of The Cosmos
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. From The Black Sun's Fire
  2. Phantom Horizons Beyond
  3. Return To Gates of Dawn
  4. Through The Rite Of The Stars
  5. Transfixion Of The Spheres
  6. Psychic Abduction
DURATA: 57:47
 

Tornati nuovamente un duo dopo l'abbandono del batterista nostrano Radok (Lorn), Black Sorcerer Battle e Vinterriket danno alle stampe il loro terzo album insieme, il quarto della carriera complessiva dei Battle Dagorath. Dopo "Ancient Wraith" e "Cursed Storm Of Ages", questo schivo quanto fascinoso progetto internazionale continua la sua astrazione e si stacca definitivamente dal pianeta Terra.

Se i primi due lavori vedevano in copertina una montagna innevata, lo scorso, lunghissimo album spostava naturalmente quanto evidentemente il fuoco dalla cima del monte al manto celeste; oggi l'affascinante illustrazione in bianco e nero di Glyn Smith vede un drago in primo piano e sullo sfondo un corpo celeste (il «black sun» dell'intro, a occhio), entrambi infiammati. Nuove dimensioni, nuovi spazi, nuovi orizzonti, stessa musica. Il freddo glaciale di casa Darkspace è ora più attuale che mai, ma il gruppo non ha apportato grandi modifiche alla propria formula: una (giusta) compressione generale, l'aggiunta di un paio di ottimi e inaspettati assoli nei primi brani e un cambio di etichetta; non è una coincidenza che i due si siano accasati proprio da quell'Avantgarde Music che nei Darkspace ha uno dei propri cavalli di battaglia.

Siamo sempre dalle parti dell'ora di musica, tuttavia non è che la metà o poco più della durata dell'uscita precedente. Superato questo scoglio, il lavoro dei Nostri diventa ancora più godibile, perché come in passato i Battle Dagorath non soffrono di nessun vero limite. Il loro black metal atmosferico dalle venature ambient è un glaciale esempio da manuale: riff, urla, blast beat, tastiere, freddo siderale. Vinterriket non perde occasione di sottolineare la sua maestria alle tastiere e si rivela nuovamente una garanzia, mentre il sempre misterioso BSB si conferma un ottimo compositore. Quattro brani tutti abbondantemente sopra i dieci minuti che potrebbero essere la colonna sonora di un orrorifico e disturbante viaggio interstellare.

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