BEAST OF DAMNATION – Plague Infected Battlefield

BEAST OF DAMNATION – Plague Infected Battlefield

Informazioni
Gruppo: Beast Of Damnation
Anno: 2008
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Denial Of God
2. Rawhead Rex
3. Starving
4. Self Mutilation
5. Beast Of Damnation
6. Plague Infected Battlefield

DURATA: 25:24

BEAST OF DAMNATION - Plague Infected Battlefield Con all’attivo un solo demo nel 2006, a due anni di distanza si cimentano nella seconda prova più sostanziosa e meglio elaborata gli olandesi Beast Of Damnation.
La band è fautrice di un death/black metal di base thrash e che non si lascia scappare occasione di sfruttare anche soluzioni più doom.
“Plague Infected Battlefield”, questo il titolo dell’ep, sei brani per poco più di venticinque minuti di durata complessiva che si stagliano su buoni livelli e che vedono una formazione conscia delle proprie possibilità che evitando fronzoli o scelte ricercate punta sulla semplicità ed uno spirito diretto.
Il disco si apre con “Denial Of God” si nota da subito come sia il buon songwriting e la vena del singer a portare avanti il lavoro, ritmi che s’accelerano pur rimanendo standard nella successiva “Rawhead Rex” battente e acida, il riffing è tagliente e la predominanza thrash come influenza madre diventa ossessiva e vivace anche nella successiva “Starving” dove s’evidenzia un basso dal sound metallico e spacca cranio.
“Self Mutilation” irrompe violentemente, appena un minuto e mezzo di dissacrante e scura cattiveria che lascia il passaggio all’omonima “Beast Of Damnation” che riprende i ritmi cadenzati e pesanti dei precedenti ma con maggior piglio e sostanza prima che la titletrack “Plague Infected Battlefield” rialzando i giri chiuda i giochi.
La proposta della band è di quella che piacerà sicuramente a chi ama le soluzioni classiche e che non si perdono dietro inutili tecnicismi, dal canto loro i ragazzi ci mettono passione e si sente, possente la prova dietro il microfono ed una fase ritmica che acquista sicurezza e dinamicità nello scorrere del lavoro.
La produzione è sporca al punto giusto non creando intoppi nell’ascolto, non c’è male come primo reale inizio, non vi resta che metterlo on air e lasciarvi trasportare cosa che avverà naturalmente se siete avvezzi al genere.
Semplice alle volte equivale a valido.

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