BEEN OBSCENE – The Magic Table Dance

 
Gruppo: Been Obscene
Titolo:  The Magic Table Dance
Anno: 2010
Provenienza:  Austria
Etichetta: Elektrohasch Records
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TRACKLIST

  1. The Magic Table Dance
  2. Uniform
  3. Come Over
  4. Freakin' Rabbit
  5. Impressions
  6. Demons
  7. Ring Ring
  8. How It Feels
DURATA: 45:08
 

Debuttare sotto l'ala protettrice dell'Elektrohasch è praticamente aver fatto un centro colossale. Dico questo perché chi conosce gli standard qualitativi che la suddetta etichetta mantiene e la dose annuale di musica con le contropalle che regala agli appassionati delle sonorità stoner e psych sa che hanno dell'incredibile.

Tale fortuna è toccata agli austriaci Been Obscene, il quartetto fondato nel 2007 da luce al proprio "The Magic Table Dance", un album che attinge dalle sorgenti più disparate ma che trova come fari guida soprattutto realtà quali Colour Haze, Queens Of The Stone Age e Corrosion Of Conformity, quarantacinque minuti di salutare rock che con movenze ricercate e catchy al medesimo tempo promette (e mantiene) di far esaltare l'ascoltatore.

Lo stile chitarristico di Homme e della sua creatura post Kyuss è palesato dalle scelte intraprese nel costruire un riffato istintivo e dal piglio scanzonato che vien fuori a ripetizione, ancor più quando la voce pulita e non troppo spessa di Thomas presenzia nelle hit "Come Over" e "Impressions" che al tempo avrebbero trovato sicuramente spazio in una Mtv Heavy Rotation, probabilità adesso sempre meno attuabile dato le debacle continue che il cosiddetto canale musicale vive, offrendo immondizia alle orecchie della gente con la consapevolezza di farlo, è questa la cosa grave.

Il lato introspettivo, malinconico e dedito alla psichedelia con sferzate di stoner più pesanti viene affrontato al meglio nei due colossi del disco: "Demons" e "How It Feels", le due tracce per consistenza sono in pratica la parte massiccia del platter con gli oltre venti minuti che rappresentano.

La base fondamentale è costituita dalla jam strumentale molto Colour Haze che è l'anima del sound dei Been Obscene, già ben rappresentata per altro nelle iniziali "The Magic Table Dance" e "Uniform", a essa vengono annessi gli additivi corretti per infonderle un surplus atmosferico, il compito di mantenere quell'espressività leggera e contemporaneamente vivere quell'esperienza desert che le note hanno sviscerato per l'intero sentiero che la scaletta ha tracciato per noi con qualche assolo sparso che fa la propria sporca figura.

Altro nome da tenere in considerazione quindi, "The Magic Table Dance" non presenta novità per chi è un seguace della scena ma si pone come un primo approccio che sa farsi valere e onestamente dischi di questo tipo non stancano mai.
I Been Obscene entrano di diritto fra le nuove leve, a voi adesso dare assenso o meno al loro operato, godetevi l'ascolto. Calura, un drink in mano, quale sottofondo più adatto di un album così?

 

 

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