BEHERIT – At The Devil's Studio 1990

BEHERIT – At The Devil’s Studio 1990

 
Gruppo: Beherit
Titolo: At The Devil's Studio 1990
Anno: 1990
Ristampa: 2011
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Kvlt Records
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TRACKLIST

  1. Rehearsal
  2. Grave Desecration Vengeance
  3. At The Devil's Churns
  4. Nocturnal Evil
  5. Whores Of Belial
  6. Witchcraft
  7. The Oath Of Black Blood
  8. Six Days With Sadistic Slayer
  9. Demonomancy
DURATA: 26:31
 

Per vent'anni, sì, venti lunghi anni, galleggiarono nel limbo dell'oblio le registrazioni di quello che allora sarebbe dovuto divenire il primo lavoro dei Beherit. Per miracolo e assolutamente… per caso, Sodomatic Slaughter le ritrovò l'anno passato nella sua collezione personale. Le loro note furono conservate per i posteri nell'Ala Ky Studio a Rovaniemi (Finlandia) nel lontano 1990. La Turbo Music, etichetta sotto la quale lavorava il gruppo, non s'interessò particolarmente all'ottenimento di risultati e li lasciò a piedi.

Conoscete i Beherit? O li amate o li odiate. Parecchie formazioni black metal della seconda e terza generazione non esisterebbero se non ci fossero mai stati quei giovani finlandesi. Le loro demo, ora offerte a prezzi esorbitanti, ricevettero regolarmente calci e sberle dalle riviste specializzate che li dilaniarono. Sorte tale subì anche "The Oath Of Black Blood", composto di pezzi demo e un EP, che finì sulla lista nera di parecchie fanzine d'allora. Da un lato non c'è da meravigliarsene: il talento dei mocciosi d'allora non era molto e la disponibilità da parte dell'ascoltatore a comprendere che avevano un prodotto piuttosto fresco da offrire era proporzionalmente poca. Ora sono considerati delle icone del genere che hanno contribuito a rivoluzionare il modo di pensare dei musicisti estremi.

Torniamo al mistero dei nastri scomparsi. Personalmente fatico a credere che queste registrazioni fossero veramente sparite e tendo a pensare che, visto il successo di "Engram" e della forte venerazione per il gruppo ancora presente nel pubblico, ci si sia decisi di svelare questo vecchio lavoro. Se quando erano giovani molti musicisti credevano a quello che facevano, ora, maturati e integrati in una famiglia, pensano piuttosto come degli imprenditori. Vabbè, chi non lo farebbe se ne avesse la possibilità? D'altro canto io, come collezionista e fanatico, sono contento di scoprire registrazioni mai udite.

La Kvlt Records promette l'ascolto di versioni mai sentite prima e due pezzi inediti. Non c'è dubbio: questi sono i Beherit! Il primo passaggio mi lascia però perplesso. Il forte fruscio nella registrazione è voluto? Perché non fu tolto? Dopotutto sono incisioni eseguite in studio. Apparirà anche sulla copia fisica? Mi viene la perversa idea che i pezzi siano stati registrati solo ora, le riprese peggiorate e vendute come degli originali dell'epoca. Gli effetti d'alterazione sonora sono solo lì per aumentare l'attendibilità del prodotto. Gli Hellhammer, rispettivamente Celtic Frost, hanno ripreso delle parti che sui nastri originali non erano più tanto discernibili. Anche quelle non si distinguono dall'originale…

Chiudiamo gli X-Files musicali per dedicarci ulteriormente agli mp3 che ascolto proprio ora. L'esecuzione delle tracce non è caotica come molti di voi la conoscono. Si sentono musicisti più maturi dei sedicenni che incisero le cassette degli inizî. Sufficientemente discernibili sono gli strumenti, in particolare la chitarra è ben udibile in questo rituale di nove capitoli. La voce è perversa, gutturale o graffiante, come d'abitudine. È inutile dire che pezzi tipo "Nocturnal Evil" mi lasciano gonfiare il pacco ora come prima.

Una nota dedicata ai giovani neo-revisionisti che hanno l'intenzione di rivoluzionare il metal con Google e consorti: toglietevi dalla testa di onorare questo disco e di discuterlo come se fosse il vero esordio dei Beherit. Vent'anni fa ebbero sfortuna, d'accordo. Allora non esisteva Cubase in ogni stanza e la sconsacrazione anale da parte delle — chiamiamole così — case discografiche era la realtà del tempo. Grazie a un colpo di destino, Marko Laiho e Jari Pirinen si ritrovano in primo piano. Gli anni passano e non tornano. Questo disco è uscito nel 2011 e rappresenta un documento storico, punto.

Piccola nota quasi superflua: la copertina del grande Moyen è come sempre un piacere da guardare!

Ho già ordinato la mia copia che dovrebbe giungermi la settimana prossima. E voi? Dovrete contarla in collezione? Non so. Se siete fanatici dei Beherit o se voleste ascoltare i loro esordi in qualità più… digeribile, allora varrà la pena spendere qualche Euro per questo pezzo di plastica o di vinile.

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