BEHOLDER – Reflections

 
Gruppo: Beholder
Titolo: Reflections
Anno: 2016
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Razorline Records
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TRACKLIST

  1. Frozen Steps Of Utøya
  2. I, Machine
  3. Heal The Wounds
  4. Host
  5. Dance Macabre
  6. Breathe In The Silence
  7. Killing Time
  8. Army Of One
  9. My Revolution
  10. Speak To Me
DURATA: 57:42
 

I Beholder non sono più un nome emergente, con già una decina d'anni di attività alle spalle e due album anche di discreto successo. "Reflections", il terzo disco del quartetto originario di Coventry, si presenta da subito come un upgrade generale della proposta della band e si propone di illuminare un po' l'orizzonte per tutti i fan del progressive metal di ispirazione thrash, ormai orfani dei Nevermore.

Sia il titolo che lo stile della copertina mettono in chiaro delle riflessioni legate alla figura umana alle prese con il circolo del tempo e con l'ottenimento della pace, parola riportata sullo sfondo in diverse lingue. Anche scorrendo i titoli si vede una grande insistenza sulle tematiche del potenziale individuale umano e sul suo conflitto con gli orrori del mondo, su quello che potremmo essere se ci focalizzassimo sul nostro miglioramento personale. I Beholder tra l'altro hanno sempre dato grande importanza all'interazione (sia online che in prima persona) con i loro ascoltatori, e sono riusciti a costruirsi un solido seguito a livello internazionale.

Il pesante suono di un orologio a pendolo apre la via a un riffone loomisiano in "Frozen Steps Of Utøya", dandoci il benvenuto a quest'ora circa di mazzate a metà tra uomini e macchine, dove asce e cori la fanno da padroni. Buono il lavoro di Scott Taylor alle chitarre, che sa quando accompagnare le voci di Simon Hall e Si Fielding e quando prendere il centro della scena, solida la prestazione di Christ Bentley alla batteria. I quattro si cimentano anche in una sorta di mid-tempo con cantato più pulito del solito in "Host", con risultati notevoli. In questo disco è possibile trovare più o meno elementi di tutto il metal non estremo moderno (anche qualche eco dei Mastodon), come può risultare particolarmente evidente nella traccia finale "Speak To Me".

Devo dire di aver più o meno smesso di ascoltare questo stile con continuità anni fa ma, se siete alla ricerca di potenziali eredi della band originaria dello stato di Washington, i Beholder faranno sicuramente al caso vostro. Inoltre, saranno presenti al Bloodstock Festival 2016 con una posizione piuttosto alta nel bill, proprio prima dei Diamond Head.

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