Be'lakor - Coherence | Aristocrazia Webzine

BE’LAKOR – Coherence

Gruppo: Be’lakor
Titolo: Coherence
Anno: 2021
Provenienza: Australia
Etichetta: Napalm Records
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TRACKLIST

  1. Locus
  2. The Dispersion
  3. Foothold
  4. Valence
  5. Sweep Of Days
  6. Hidden Window
  7. Indelible
  8. Much More Was Lost
DURATA: 01:00:02

Ho scoperto l’uscita dell’ultimo lavoro di casa Be’lakor durante un grigio pomeriggio, in cui mi chiedevo giusto quando la band australiana, da anni una certezza del panorama melodic death, si sarebbe decisa a cacciar fuori un nuovo album. All’improvviso, ecco il miracolo: la nota piattaforma attraverso cui solitamente reperisco nuovi ascolti ha fatto apparire, come manna dal Cielo, la granitica copertina di Coherence. Da quel momento è partita un’ora di puro godimento, che non ho mancato di replicare nei giorni successivi.

Da questa premessa, rocambolesca solo nelle sue pretese, si comprende quanto i Be’lakor abbiano fatto sentire la propria mancanza: infatti Coherence giunge a cinque anni dal precedente Vessels e, rispetto alla restante discografia, si discosta dalla Natura intesa come ambiente che ci circonda, per concentrarsi maggiormente su tematiche legate al mondo interiore dell’essere umano. Per far ciò, ci fa comunque intraprendere un viaggio che parte da un “Locus” ben preciso, per citare il primo brano dell’album: il tastierista Steve Merry ha spiegato che si tratta di una montagna intorno alla quale si intrecciano diversi fili narrativi, trattati nelle varie tracce.

Proprio “Locus” rappresenta uno dei momenti più significativi di Coherence: dieci minuti che tengono continuamente sulle spine, tra cambi tempo, un lungo bridge mozzafiato e quella sottile commistione tra malinconia e carica potenzialmente distruttiva che caratterizza un po’ tutta la discografia dei Be’lakor. In realtà, l’album si gioca quasi tutto su questo equilibrio: da un lato veniamo continuamente deliziati dai momenti atmosferici, dalle frequenti incursioni nel prog e dall’inesorabile piacevolezza delle melodie tessute dalla band, in particolar modo nei due brani strumentali “Sweep Of Days” e “Indelible”. Dall’altro, il quintetto australiano sa molto bene quando sia il caso di sguinzagliare la carica sopra citata: è in questi momenti che si crea una vera e propria onda energetica musicale, che travolge ma non distrugge, preferendo invece trascinare l’ascoltatore lungo un fiume in piena che culmina con una cascata finale, costituita da “Much More Was Lost”, altro brano dalla ragguardevole lunghezza di dodici minuti, che conclude Coherence in piena sintonia con il resto della scaletta.

A mio avviso, Coherence è uno di quei dischi che, anche se ascoltati decine di volte, non smettono mai di svelare dettagli che prima non erano stati del tutto notati. Inoltre, rappresenta un tassello circolare all’interno della discografia dei Be’lakor, non solo perché rispetta dalla prima all’ultima nota la coerenza a cui il gruppo si è appellato nel dare il titolo all’album, ma anche perché richiama un’altra caratteristica peculiare del cerchio quale la perfezione.