BELLATHRIX – Orion

BELLATHRIX – Orion

 
Gruppo: Bellathrix
Titolo: Orion
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Road In The Night
  2. Before The Storm
  3. My Revenge
  4. Flying In The Sky
  5. I Don't Believe
  6. The Ritual [cover Strana Officina]
  7. Orion
  8. King Of Camelot
DURATA: 32:43
 

Il nome Bellathrix non mi dice granché: è la prima volta che mi imbatto in tale formazione e le uniche notizie a mia disposizione riguardano il fatto che suoni un heavy metal melodico e sia composta da uomini e donne. Una volta letta la formazione, scopro però che a supportare il trio composto da Stefania Prian (voce), Manuela Lally Cretella (chitarra) ed Elisa Pilotti (batteria) vi sono due signori decisamente noti nella scena nostrana e non solo, parlo di Pier Gonella (Necrodeath, Athlantis, Odyssea, Mastercastle e Vanexa) e Steve Vawamas (Athlantis, Mastercastle ed ex Shadows Of Steel).

Inserisco il disco nel lettore, "Road In The Night" apre le danze, lasciandomi perplesso: la traccia è musicalmente gradevole, tuttavia la voce della Prian è così pulita e carente di spessore che anche dopo svariati ascolti non riesce a convincermi del tutto. Al contrario di quanto accade nella prestazione settantiana — gustosamente adornata dall'ingresso in scena del violino di Federica Pelizzetti — di "I Don't Believe", nella quale le linee della cantante, per quanto imperfette, emanano un calore e una passione che lasciano il segno.

L'album possiede una più che discreta carica melodica, è palese come le composizioni ruotino attorno al buon lavoro svolto sia in chiave ritmica che solistica dalle chitarre della Cretella e di Gonella, evidenziandone le potenzialità in "Flying In The Sky". La componente atmosferica è altrettanto importante: l'ultima canzone del lotto, "King Of Camelot", è attraversata da una malinconia ancestrale accresciuta dalla pregevole intrusione del flauto, suonato da Martin Grice dei Delirium. A supportare il tutto con destrezza vi sono infine le solide basi a cui danno vita la Pilotti e Vawamas.

La cover di "The Ritual" della Strana Officina è da trattare come un capitolo a sé. Confrontarsi con un pezzo di storia non è mai cosa semplice e i Bellathrix ne realizzano una versione personale, alla quale i fan di Ancillotti e soci dovranno certamente abituare l'orecchio, dato che è decisamente strano udire l'ugola della Prian, non comparabile a quella del Bud, che si poggia su di un pezzo eseguito in maniera concreta, entusiasta e nel quale Tommy Massara degli Extrema mette lo zampino in qualità di chitarrista solista.

In definitiva, i Bellathrix ci danno in pasto con "Orion" una mezzora abbondante di onesto, appassionato e tradizionale heavy metal, non esente da pecche (anche la produzione è tutt'altro che perfetta e una maggiore potenza non avrebbe di certo guastato) e dal quale ci si sarebbe atteso qualcosa di più.

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