BENEATH – Enslaved By Fear

BENEATH – Enslaved By Fear

Informazioni
Gruppo: Beneath
Titolo: Enslaved By Fear
Anno: 2012
Provenienza: Islanda
Etichetta: Unique Leader
Contatti: facebook.com/beneathdeathmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. As Gods Walk The Earth
2. Lies Of The Dead
3. Enslaved By Fear
4. No One Above
5. Heretics
6. Bloodlust
7. Writhe
8. Monolith
9. Sacrificial Ritual

DURATA: 41:12

L’Islanda è una terra stupenda e di certo non nota per il rilievo storico delle sue band death metal, quante ve ne ricordate provenienti da quell’isola? I Sororicide? Gli Angist? Gli Ophidian I? E poi? Poche, realmente poche, a esse però si aggiunge quella che si può ritenere una sorpresa e una graditissima new entry nel panorama della brutalità, non a caso finita nel roster della label statunitense Unique Leader, loro sono i Beneath.
Non è altrettanto un caso che proprio membri di formazioni citate siano al loro interno, troviamo Gísli Sigmundsson (ex Sororicide) dietro al microfono, il chitarrista degli Ophidian I ed ex Charger Unnar Sigurðsson, a essi si uniscono in quest’avventura Gísli Rúnar Guðmundsson dei Diabolus (brutal death) al basso, Ragnar Sverrisson, l’uomo addetto a frantumare le pelli (artista che ha militato e milita in realtà quali Atrum, Fortíð, Withered e Diabolus) e l’altro chitarrista Jóhann Ingi Sigurðsson, ex della band thrash/death Charger come Unnar; in pratica abbiamo a che fare con musicisti navigati e alquanto preparati.
I Beneath sono una macchina da guerra che avanza imperterrita travolgendo rovinosamente ciò che le si para contro, non è però di futili “slammate” che si discute. Il modo di porsi è un adeguato bilanciamento fra musica dal gusto retrò, con una fortissima influenza della componente death statunitense di gente come Morbid Angel e Monstrosity quanto di quella di stampo mitteleuropeo che conduce a Hate (non le ultime paccottiglie) e Decapitated, e una produzione moderna, affinata ma che stranamente rivela una sottile patina di “sporco” che preserva la disumanità contenuta nei pezzi. Sono quindi botte da orbi e non appare nessuna barriera di plastica a toglierci il maledettissimo piacere di riceverle in pieno volto.
“Enslaved By Fear” è un album che molte band invidierebbero, sa essere costantemente minaccioso con delle canzoni che sono vere e proprie raffiche d’odio riversate contro: il trittico iniziale composto da “As Gods Walk The Earth”, “Lies Of The Dead” e la titletrack, quest’ultima decisamente più varia e disposta in maniera da farvi “infartare” a furia di seguirla, stenderebbe un bisonte! L’andazzo è questo più o meno per tutta la sua durata, canzoni come “No One Above”, “Bloodlust”, “Writhe” e “Sacrificial Ritual” non tirano di certo il piede indietro, citando i Fallen Fucking Angels di “Stopper”: “se c’è lo stopper non passi”. Gli islandesi però oltre all’abilità d’abbattere muri esibiscono un’inaspettata capacità nell’immettere nel sound una componente atmosferica massiccia, ciò avviene nell’episodio più breve e in quello più esteso del platter cioè la strumentale “Heretics” e “Monolith”, a sprazzi anche “Enslaved By Fear” possedeva tale caratteristica; sembrano inviare un messaggio del tipo: “state calmi, dopo ve le suoniamo nuovamente”.
I Beneath sono ben al di sopra della media, sono ben al di fuori dello stantio revival, sono una band che ha molto da dire, tanto da offrire al momento e dalla quale adesso ci si attende la riprova che l’aver partorito questo gioiellino non sia stato solo un fuoco di paglia.
Il death metal è ciò che amate? “Enslaved By Fear” entra in collezione. Odiate la visione iper-tecnica e fredda del genere? “Enslaved By Fear” entra in collezione. Se ancora non si fosse capito, ‘sto disco è da comprare.

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