Benighted In Sodom - Carrier Of Poison Apples

BENIGHTED IN SODOM – Carrier Of Poison Apples

Gruppo:Benighted In Sodom
Titolo:Carrier Of Poison Apples
Anno:2019
Provenienza:U.S.A. / Finlandia
Etichetta:I, Voidhanger Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Last Stop On My Way To Hell
  2. Dead By 33
  3. Open Heart, Open Grave
  4. World Without Mend
  5. Raised Southern Baptist
  6. That Heroin Sleep
  7. Heart Shaped Box
  8. Never Ever After
DURATA:49:57

Leggendo il nome Matron Thorn, una delle prime associazioni mentali che viene spontaneo fare è sicuramente quella con gli Ævangelist, la seconda è con la creatura che questo polistrumentista molto prolifico porta avanti ormai dal 2006, cioè Benighted In Sodom, altrimenti conosciuto come Benzo. È proprio con questo monicker che Matron Thorn ha pubblicato Carrier Of Poison Apples, diciassettesima uscita del progetto, un disco che nelle intenzioni del suo creatore vuol essere un viaggio negli angoli più bui della psiche umana.

In effetti, ascoltando Carrier Of Poison Apples si può cogliere veramente come si tratti di un’esplorazione della perdizione e della debolezza che colpiscono la vita di ogni individuo, e che possono derivare da diversi fattori: dall’essere succubi di sostanze materiali (come possono suggerire le mele avvelenate e le siringhe presenti anche nell’artwork) alla dipendenza da ossessioni psicologiche e non tangibili. Questo è ancor più evidente se si considerano i testi delle otto tracce, ognuna delle quali rappresenta una descrizione molto puntuale di ciò che chiunque può sentire quando si trova in preda allo sconforto.

Parlando dell’aspetto musicale, se il nome Benighted In Sodom è solitamente più legato a sonorità depressive black metal, con una certa predilezione per le dissonanze, nel caso di Carrier Of Poison Apples possiamo scordarci una colonna sonora adatta a vagare per una foresta ammantata di nebbia. Questo non implica che l’attitudine votata alla causa black sia andata perduta; al contrario, rimane chiaramente percepibile nell’impianto su cui si costruiscono pezzi come “Last Stop On My Way To Hell” e “World Without Mend”.

Ascoltando il disco, ho avuto l’impressione che Matron Thorn abbia voluto radunare alcuni dei generi musicali che, spesso, sono considerati sinonimo di perdizione e di morbosità. Per questo motivo troviamo la ripetitività quasi ossessiva delle suggestioni gothic-darkwave che si percepiscono in “Dead By 33” e “That Heroin Sleep”, una freddezza molto vicina all’industrial e persino una diffusa attitudine grunge, entrambe particolarmente evidenti in “Raised Southern Baptist”. La vicinanza al grunge è testimoniata anche dalla presenza di una cover in versione slowcore di “Heart Shaped Box” dei Nirvana, realizzata con una lentezza quasi esasperante.

Questo corposo ventaglio di generi, a volte, rischia di dare ai pezzi una densità che, a un primo ascolto, risulta eccessiva; tuttavia basta una fruizione più attenta e prolungata per rendersi conto che tale caratteristica ha il pregio di rafforzare l’atmosfera di torpore quasi psichedelico che traspare da tutte le tracce ed è corroborata dall’abbondanza di melodie ripetitive, nonché dall’uso della voce pulita di Matron Thorn. Insomma, con Carrier Of Poison Apples, il Nostro ha dato vita a un processo catartico riguardo la sua esperienza personale che finisce per diventare qualcosa in cui chiunque può immedesimarsi.

In conclusione, Carrier Of Poison Apples è senza dubbio un disco molto stratificato e ipnotico; queste caratteristiche possono rappresentare un punto a suo favore oppure un motivo per cestinarlo. Su una cosa, però, non ho dubbi: è un accompagnamento sonoro valido nei momenti in cui ci si sente annientati dalla vita, come gli sconsolati avventori della locanda che Degas ha ritratto nel suo celebre quadro L’Assenzio.

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