Il nuovo ipnotico caleidoscopio musicale dei Bent Knee

BENT KNEE – You Know What They Mean

Gruppo:Bent Knee
Titolo:You Know What They Mean
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:InsideOut Music
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TRACKLIST

  1. Lansing
  2. Bone Rage
  3. Give Us The Gold
  4. Hold Me In
  5. Egg Replacer
  6. Cradle Of Rocks
  7. Lovell
  8. lovemenot
  9. Bird Song
  10. Catch Light
  11. Garbage Shark
  12. Golden Hour
  13. It Happens
DURATA:52:12

Il sestetto di Boston noto come Bent Knee non è esattamente la prima band che viene in mente quando si pensa ad Aristocrazia Webzine, eppure eccolo qui sulle nostre pagine con You Know What They Mean, quinto lavoro in studio e secondo uscito per InsideOutMusic. Qualche mese fa mi era capitato di fare un’altra interessante escursione nell’universo del rock indipendente e sperimentale grazie ai Bars Of Gold, ma qui siamo su territori ancora diversi. Se non avete mai sentito parlare dei Bent Knee, per ora vi basti sapere che il progetto nacque sul finire degli anni ’00 per volontà di due musicisti del Berklee College of Music: Ben Levin (chitarre e voce) e Courtney Swain (voce e tastiere); il nome deriva per l’appunto dai suoni dei nomi Ben(t) e (Court)Knee. Presto, la band si allargò fino a diventare un sestetto, esplorando praticamente qualunque genere possibile nel corso degli anni successivi. Ed ecco che arriviamo all’ultima fatica del gruppo, arrivata in maniera abbastanza inaspettata dopo l’infortunio alla gamba che ha colpito il batterista Gavin Wallace-Ailsworth durante una data live a San Francisco, oltre al terrificante incidente in furgone che ha coinvolto l’intero gruppo verso la fine del 2018. You Know What They Mean si presenta subito bene con il coloratissimo artwork di Riki Nitabaru, uno sguardo all’imprevedibile contenuto dell’album.

Dopo la breve intro “Lansing”, infatti, i sei ci gettano in faccia il riff cattivissimo di “Bone Rage”, su cui la formazione ricama e sperimenta con i tempi e le voci; il pezzo è anche accompagnato da un improbabile video, una sorta di tributo all’animazione di fantascienza giapponese, che riprende i colori del libretto. Se a questo punto pensate di aver compreso i Bent Knee, vi sbagliate di grosso. Gli oltre cinquanta minuti che compongono l’album sono in realtà un’assoluta esplosione di creatività senza confini, che guarda al pop come all’elettronica, allo stoner come al prog più classico. Il video di “Hold Me In” è un’altra finestra sul caleidoscopico universo dei sei, un compendio di sequenze che sembrano uscite dalla mente di David Lynch.

Ce n’è veramente per tutti i gusti, ovviamente rivisti in salsa Bent Knee, con l’approccio che ha portato la band a essere uno dei punti di riferimento della scena indipendente degli anni ’10. La struttura di ogni pezzo è allo stesso tempo imprevedibile e giusta, come possiamo notare per esempio in “Catch Light”. Su tutto, oltre all’assoluta perizia musicale dei sei musicisti, ormai parti amalgamate di quest’organismo creativo, si fa notare la solita, incredibile, voce di Courtney Swain. You Know What They Mean è un’inaspettata gemma di musica sperimentale in un 2019 da ricordare, consigliato anche se non è strettamente il vostro stile.

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